Shock per Erdoğan e Bahçeli dopo la decisione di nullità assoluta! Ecco la percentuale di voti totale dell'Alleanza Popolare
Il presidente del Yeniden Refah Partisi, Fatih Erbakan, ha valutato la forza elettorale dell'Alleanza Popolare e i possibili scenari sui candidati in seguito alla decisione di 'nullità assoluta' emessa contro il CHP. Erbakan ha sostenuto che una rielezione del presidente Erdoğan non sia possibile.
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Fatih Erbakan ha dichiarato che, alla luce degli ultimi sviluppi, la percentuale di voti totale di AKP e MHP rimane intorno al 32% e che, in queste condizioni, non vi è alcuna possibilità che il presidente dell'AKP e capo dello Stato, Recep Tayyip Erdoğan, venga rieletto.
Il leader del YRP ha affermato: "Mentre la percentuale di voti dell'AKP si aggira intorno al 27-28%, il sostegno dell'MHP varia tra il 5 e il 7%. A causa dell'obbligo del 50+1, si sta pianificando di includere nell'alleanza anche il processo di risoluzione e il DEM, ma nemmeno questo sembra essere sufficiente".
"RENDERE KILIÇDAROĞLU UN AVVERSARIO È INGEGNERIA POLITICA"
Erbakan ha sottolineato che, nel quadro politico attuale, le perdite di voti stanno creando gravi problemi all'alleanza e ha aggiunto: "I nomi che avrebbero possibilità di vincere le elezioni vengono eliminati. Rendere Kılıçdaroğlu, che ha subito ripetute sconfitte e non ha alcuna possibilità di vittoria, un avversario è pura ingegneria politica. In questo modo si cerca di nascondere il calo dei consensi".
SEGNALE DI SOSTEGNO A MANSUR YAVAŞ
Il leader del Yeniden Refah Partisi ha ribadito una sua condizione importante riguardo alle prossime elezioni presidenziali. Erbakan ha dichiarato in modo imparziale che potrebbero sostenere il sindaco della municipalità metropolitana di Ankara, Mansur Yavaş, in caso di una sua candidatura in un eventuale ballottaggio, aggiungendo però: “Ma non sarebbe possibile per noi sostenere una candidatura se provenisse dal CHP”. Inoltre, criticando la decisione di nullità presa contro il CHP, ha commentato: “Nelle democrazie non è corretto cercare soluzioni attraverso i tribunali”.