Periodo di revisione nell'AKP: svelato il piano di Erdoğan per le elezioni anticipate

Mentre nel dibattito pubblico continuano le discussioni su elezioni anticipate, è emerso che il presidente dell'AKP e capo dello Stato, Recep Tayyip Erdoğan, "non vede di buon occhio alcuna decisione di elezioni anticipate senza un miglioramento dell'economia e del potere d'acquisto dei cittadini". D'altra parte, si afferma che Erdoğan, puntando a una ripresa economica, voglia inserire nel suo partito nuovi nomi in grado di produrre nuove politiche e discorsi, figure che possano godere del favore e della fiducia dell'opinione pubblica.

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Il periodo di normalizzazione/distensione, iniziato con gli incontri tra i leader dopo le elezioni amministrative del 31 marzo, ha portato con sé anche le discussioni su "elezioni anticipate".

Il presidente dell'AKP e capo dello Stato, Recep Tayyip Erdoğan, durante lo scambio di auguri per la festività con le organizzazioni del suo partito, ha messo un punto alle discussioni sulle "elezioni anticipate", richiamando l'attenzione sul periodo di quattro anni senza elezioni.

Si registra che Erdoğan non vedrebbe mai di buon occhio eventuali elezioni anticipate "senza aver avviato e consolidato un processo di revisione nell'AKP e nel governo"

Secondo quanto riportato da Cumhuriyet; viene sottolineato che Erdoğan "non vedrebbe di buon occhio alcuna decisione di elezioni anticipate senza un miglioramento dell'economia e del potere d'acquisto dei cittadini". Si afferma inoltre che, nei quattro anni senza elezioni, Erdoğan si concentrerà maggiormente sulle revisioni come governo e darà priorità alle politiche di sviluppo. Si parla anche del fatto che impartirà istruzioni ai ministri per nuovi investimenti e progetti. 

'CAMBIAMENTO NEL PARTITO'

Viene indicato che Erdoğan, mentre punta a un miglioramento dell'economia entro quattro anni, desidera anche portare nel partito nuovi nomi in grado di produrre nuove politiche e discorsi, figure che l'opinione pubblica possa apprezzare e di cui possa fidarsi. Dopo le elezioni amministrative, Erdoğan aveva lanciato un messaggio di "cambiamento nel partito", ma era emerso che il "cambiamento" atteso si sarebbe concretizzato nel congresso ordinario previsto per il 2025. Mentre si discute dell'avvio dei lavori per "nuovi nomi visionari" nel partito, si afferma che Erdoğan richiamerà l'attenzione sulle minacce interne ed esterne alla Turchia durante il processo elettorale del 2028.

LE PORTE NON SARANNO CHIUSE ALL'OPPOSIZIONE

Viene inoltre affermato che Erdoğan "non vorrebbe portare il Paese alle elezioni senza aver prima dotato la Turchia di una nuova Costituzione". Tuttavia, si sottolinea che, insieme al lavoro sulla nuova Costituzione, Erdoğan garantirà anche la continuazione del processo di "normalizzazione" in politica, volendo così "raggiungere ogni segmento della società e riportare il partito in una posizione che si rivolga a tutti i settori, come nei primi anni della fondazione dell'AKP". Per questo motivo, si dice che Erdoğan "non chiuderà le porte" al fronte dell'opposizione nel prossimo periodo. Viene anche sottolineato che una delle strategie dell'AKP per il 2028 è "il consenso sociale e la riduzione della tensione politica, aumentando nuovamente la fiducia nell'AKP con la diminuzione della tensione".