Mossa del Ministero della Giustizia presso la CEDU: nuovo passo sul caso Selahattin Demirtaş!

A poche ore dalla scadenza del termine per presentare ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), che ha definito la detenzione di Selahattin Demirtaş una "violazione dei diritti", si è appreso che i funzionari del Ministero della Giustizia si sono recati a Strasburgo, in Francia.

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La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) aveva riscontrato una violazione dei diritti nella sua seconda sentenza riguardante la detenzione dell'ex co-presidente del Partito Democratico dei Popoli (HDP), Selahattin Demirtaş, ordinandone la scarcerazione.

La Corte ha stabilito che la Turchia ha violato gli articoli 5 e 18 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, una decisione che ha suscitato accesi dibattiti ad Ankara.

IL TERMINE PER IL RICORSO SCADE L'8 OTTOBRE

La Turchia ha il diritto di presentare ricorso contro la decisione della CEDU. Il fatto che questo termine scada l'8 ottobre aveva alimentato le speculazioni sulla possibilità che Demirtaş potesse essere scarcerato dopo tale data.

Tuttavia, si è appreso che il Ministero della Giustizia è intervenuto poco prima della scadenza del termine.

DELEGAZIONE MINISTERIALE A STRASBURGO

Secondo le informazioni riportate da Hilal Köylü di Serbestiyet, i funzionari del Ministero della Giustizia si sono recati a Strasburgo, in Francia, nell'ambito dei preparativi per il ricorso contro la sentenza della CEDU.

È stato riferito che la delegazione si trova lì per presentare il ricorso per conto della Turchia e per trasmettere il messaggio che "non si sono verificate le condizioni adeguate per la scarcerazione di Demirtaş".