Messaggio di 'linea rossa' dal YENİ Parti per la legge quadro! Chi ha votato 'sì' spiega il motivo

I vertici del YENİ Parti hanno sostenuto che il voto favorevole alla Legge Quadro non è stato dettato da calcoli elettorali, ma dalla speranza di pace.

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I vertici del YENİ Parti hanno valutato le critiche rivolte alla direzione del partito per il voto favorevole espresso durante la votazione sulla legge quadro, preparata nell'ambito del secondo processo di apertura denominato Turchia senza terrorismo.

Mentre la dirigenza del partito ha ammesso di aver ricevuto reazioni negative soprattutto dagli elettori kemalisti e nazionalisti, ha riferito che messaggi di sostegno sono giunti agli stessi segmenti anche dai deputati che hanno votato "no" durante la votazione.

Secondo i vertici, la risposta alla controversia risiede nel discorso tenuto dal presidente Özgür Özel davanti all'Assemblea Generale. Indicando che prima della votazione si è tenuta una riunione a porte chiuse con il gruppo parlamentare, le fonti del partito hanno affermato che il presidente non ha costretto i deputati a una scelta specifica, lanciando invece il messaggio: "Fidatevi di me, ascoltate il mio discorso".

Ricordando che 54 deputati hanno votato "no", i vertici hanno precisato che nel gruppo parlamentare è emersa una tendenza prevalente verso il "no". La dirigenza del partito, dal canto suo, ha sostenuto di aver votato "sì" ponendo l'accento sulla tradizione socialdemocratica, sulla democratizzazione e sulla cittadinanza paritaria.

Secondo quanto riportato da Cumhuriyet, i vertici hanno espresso che questo quadro riflette sia la posizione di principio della dirigenza, sia la responsabilità dei deputati di portare in Parlamento le reazioni raccolte sul campo. È stato sottolineato che i voti favorevoli e contrari avevano motivazioni diverse e che non è stata presa alcuna decisione di gruppo vincolante.

Rispondendo alla domanda su come la decisione influenzerà la visione degli elettori kemalisti e nazionalisti nei confronti del partito, i vertici hanno affermato che la votazione non sarà di per sé determinante e che gli elettori valuteranno il processo nel suo complesso.

Le fonti del partito hanno precisato che il voto favorevole non può essere spiegato con il calcolo di "ottenere il voto dell'elettorato curdo", affermando che la decisione è stata presa con l'approccio: "che le armi vengano deposte, che non arrivino nuove notizie di martiri, che nessuna madre pianga".

Facendo riferimento alle linee rosse espresse nel discorso del leader del YENİ Parti, Özgür Özel, i vertici hanno sottolineato che "Atatürk, il Trattato di Losanna, l'unità dello Stato e l'indivisibile integrità del Paese, insieme ai caratteri fondamentali della repubblica garantiti dalla costituzione" non possono essere oggetto di discussione o negoziazione.