Le proteste dopo il fermo di İmamoğlu trovano ampio spazio sulla stampa mondiale: 'È stato un colpo per Erdoğan'
Le proteste guidate dagli studenti, scoppiate in seguito al fermo del candidato presidenziale del CHP Ekrem İmamoğlu e dei suoi collaboratori, hanno avuto una vasta eco sui media mondiali.
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La Turchia è scossa da una serie di manifestazioni di protesta organizzate dopo il fermo del sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul, Ekrem İmamoğlu. İmamoğlu, indicato come candidato presidenziale del CHP, e 106 dipendenti della municipalità sono stati fermati mercoledì 19 marzo; questo sviluppo ha creato una grande ondata di sdegno in tutta la Turchia.
Migliaia di persone sono scese in strada dopo la decisione del fermo, dando vita a manifestazioni in molte città, guidate soprattutto dai giovani e dagli studenti universitari. Le piazze si sono riempite, in particolare a Saraçhane, ma anche ad Ankara, Smirne, Eskişehir e Antalya.
IN PRIMA PAGINA SULLA STAMPA MONDIALE
Anche gli organi di informazione internazionali, che seguono da vicino gli sviluppi in Turchia, hanno mantenuto i fermi e le proteste al centro della loro agenda. Molte grandi testate giornalistiche, dagli Stati Uniti al Regno Unito, dalla Germania alla Francia, hanno dedicato le loro prime pagine alle proteste in Turchia.
Ecco come gli ultimi sviluppi in Turchia sono stati trattati dalla stampa mondiale:
Al Jazeera: “I manifestanti hanno dichiarato di voler inviare un messaggio sull'‘ingiustizia sistemica’”
L'emittente televisiva Al Jazeera, con sede in Qatar, ha trattato il raduno di ieri di numerose persone a Saraçhane con il titolo: “Migliaia di persone hanno marciato nella città turca di Istanbul per protestare contro l'arresto del sindaco”.
Nel servizio di Al Jazeera si afferma che migliaia di manifestanti hanno sfidato l'avvertimento del presidente Recep Tayyip Erdoğan e delle autorità, secondo cui avrebbero represso il “terrorismo di strada”, aggiungendo che “i manifestanti hanno partecipato a una marcia di sostegno al sindaco arrestato della città a Istanbul”. Nel servizio si nota che i manifestanti hanno dichiarato che “questo movimento mira a inviare un messaggio sull'‘ingiustizia sistemica’ nella società turca, piuttosto che a sostenere un qualsiasi partito politico”. Al Jazeera ha commentato riguardo al sindaco di Istanbul İmamoğlu: “İmamoğlu ha inferto un ‘colpo storico’ a Erdoğan e al Partito della Giustizia e dello Sviluppo, che controlla Istanbul da un quarto di secolo, venendo eletto sindaco della più grande città della Turchia nel marzo 2019”.
BBC: “Le elezioni vinte da İmamoğlu l'anno scorso sono state un colpo personale anche per il presidente Erdoğan”
L'emittente britannica BBC, nel suo servizio sulle proteste di ieri, ha utilizzato il titolo: “Erdoğan condanna le proteste in Turchia, decine di arresti”. Nel servizio, in merito alla questione, si riferisce che “il presidente Erdoğan ha condannato le crescenti proteste in Turchia giorni dopo l'arresto di una delle figure di spicco dell'opposizione”, sottolineando che “İmamoğlu è considerato uno dei più forti rivali politici di Erdoğan”.
La BBC ha inoltre incluso nel suo servizio un commento secondo cui “con la rielezione di İmamoğlu a sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul l'anno scorso, il partito di Erdoğan ha subito la sua prima sconfitta elettorale a livello nazionale da quando è salito al potere”. Nel servizio si afferma che “le elezioni sono state anche un colpo personale per il Presidente, che è cresciuto a Istanbul ed è diventato sindaco di Istanbul prima di salire al potere”.
FT: “L'intervento da 12 miliardi di dollari della Banca Centrale sottolinea la gravità dell'impatto della crisi politica sulla fiducia degli investitori e sulla stabilità del mercato”
Anche il quotidiano britannico Financial Times (FT) ha attirato l'attenzione sulla volatilità dell'economia turca dopo il fermo di İmamoğlu, con il titolo: “La Turchia ha speso una cifra record di 12 miliardi di dollari per difendere la lira dopo l'arresto del rivale di Erdoğan”.
Il FT ha dichiarato che “dopo il fermo di İmamoğlu, la Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB) ha effettuato il più grande intervento mai registrato, spendendo circa 12 miliardi di dollari di riserve valutarie dopo che la lira turca è scesa fino all'11% contro il dollaro USA, toccando il ‘livello più basso della sua storia’”. Il FT ha sottolineato che questo intervento “evidenzia la gravità dell'impatto della crisi politica sulla fiducia degli investitori e sulla stabilità del mercato”.
CNN: “Violenti scontri durante le proteste in Turchia dopo il fermo del principale rivale politico di Erdoğan”
Anche l'emittente televisiva statunitense CNN ha utilizzato l'espressione: “Violenti scontri durante le proteste in Turchia mentre continuano le manifestazioni dopo il fermo del principale rivale politico di Erdoğan”. La CNN ha riferito in merito agli eventi: “Per il secondo giorno consecutivo, si sono verificati violenti scontri in diverse città della Turchia tra i manifestanti che chiedevano il rilascio del sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul İmamoğlu, i sostenitori dell'opposizione e le forze di sicurezza dello Stato”.
RT: “Le crescenti proteste a livello nazionale hanno rafforzato la possibilità di elezioni anticipate”
In un articolo di analisi pubblicato dall'emittente russa Russia Today (RT) con il titolo “Il guaio di Erdoğan: arrestato il più forte rivale del presidente turco. Cosa succederà ora?”, sono stati trattati gli ultimi sviluppi in Turchia. Nell'articolo si commenta che “il governo ha giocato d'azzardo prendendo di mira un leader chiave dell'opposizione prima delle primarie del suo partito” e si afferma che “il fermo di İmamoğlu ha ulteriormente peggiorato la situazione politica interna della Turchia e ha innescato effetti economici negativi”. Nell'articolo si legge inoltre:
“Gli analisti considerano l'arresto di İmamoğlu come un attacco preventivo da parte delle autorità, volto a neutralizzare un forte rivale in un momento in cui il sostegno al presidente Erdoğan è in calo. Nonostante manchino tre anni alle prossime elezioni presidenziali, İmamoğlu aveva recentemente intensificato la sua campagna e chiesto elezioni anticipate a causa del peggioramento della crisi economica del Paese. Le crescenti proteste a livello nazionale hanno rafforzato la possibilità di elezioni anticipate e hanno spinto il governo a rimuovere una delle figure chiave dell'opposizione molto prima del periodo elettorale”.