La risposta dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul a Özgür Özel su Akın Gürlek: "Non può fare l'avvocato"
Le parole del leader del CHP Özgür Özel, rivolte al Procuratore Capo di Istanbul Akın Gürlek, secondo cui "se non sa fare altro, può fare l'avvocato", hanno suscitato la reazione degli avvocati e dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul. L'Ordine ha sottolineato che i magistrati e i pubblici ministeri non possiedono i requisiti per l'ammissione alla professione forense, ribadendo che politici e membri della magistratura devono rispettare la Costituzione e la professione di difesa.
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Le dichiarazioni del leader del CHP Özgür Özel, rivolte al Procuratore Capo di Istanbul Akın Gürlek, secondo cui "se non sa fare altro, può fare l'avvocato", hanno suscitato la reazione degli avvocati e dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul. In una nota scritta, l'Ordine ha affermato che i magistrati e i pubblici ministeri non possiedono i requisiti per l'ammissione alla professione forense. L'Ordine, pur sottolineando che i politici devono esercitare la libertà di espressione con responsabilità, ha dichiarato che la condizione fondamentale della professione forense è il rispetto della Costituzione e della legge.
ANAYASAYI AÇIKÇA VE SİSTEMATİK OLARAK İHLAL EDEN YARGI MENSUPLARI AVUKATLIK YAPAMAZ!
— İstanbul Barosu (@istbarosu) December 1, 2024
Adil yargılanma hakkı, sav+savunma+hüküm diyalektiği sürecinde gerçekleşir.
Savunma, bu üçlünün ayrıcalıklı bileşenidir. Şöyle ki;
Avukat, kovuşturma ve soruşturma aşamasından yargı kararının… pic.twitter.com/ZqAc5yqz76
Continua la polemica sulla 'professione forense' iniziata con le parole del leader del CHP Özgür Özel rivolte al Procuratore Capo di Istanbul Akın Gürlek: "se non sa fare altro, può fare l'avvocato".
Dopo le reazioni degli avvocati e le successive 'rettifiche' da parte del CHP, anche l'Ordine degli Avvocati di Istanbul è intervenuto nella discussione da una prospettiva diversa.
Nella dichiarazione rilasciata dall'Ordine degli Avvocati di Istanbul in merito alle parole di Özel, si legge: "I magistrati e i pubblici ministeri che agiscono in palese violazione di questi requisiti, chiaramente stabiliti nella legge sulla professione forense, e del giuramento di avvocato, non possiedono i requisiti per l'ammissione alla professione forense".
'MAGISTRATI STRUMENTALIZZATI...'
Il testo integrale della dichiarazione dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul è il seguente:
"I MEMBRI DELLA MAGISTRATURA CHE VIOLANO APERTAMENTE E SISTEMATICAMENTE LA COSTITUZIONE NON POSSONO FARE GLI AVVOCATI!
Il diritto a un giusto processo si realizza nel processo dialettico tra accusa, difesa e giudizio.
La difesa è la componente privilegiata di questa triade. Ovvero: l'avvocato è presente nell'intero processo giudiziario, dalla fase di indagine e accusa fino all'esecuzione della sentenza.
Se non esiste un avvocato indipendente e libero, non si realizza nemmeno la "giustizia" (art. 2), che è il fondamento della Repubblica; pertanto, l'avvocato è presente nell'intera Costituzione.
L'avvocato ha l'autorità di esercitare la professione contemporaneamente in tutto il territorio di sovranità della Repubblica di Turchia.
Stabilire un legame tra i membri della magistratura, strumentalizzati nella pratica dei commissari (kayyum), e la professione di difesa è inappropriato e lede la dignità dell'avvocato.
In questo contesto, anche la dichiarazione del leader del Partito Popolare Repubblicano (CHP) Özgür Özel sulla professione forense è infelice.
Indipendentemente dall'intenzione, il fatto che tali dichiarazioni sulla professione forense siano avvenute in un periodo in cui il governo sta intensificando gli attacchi alla professione di difesa, rende necessario che i politici utilizzino la libertà di espressione con cura e responsabilità.
Più in generale, poiché la volontà dell'Esecutivo è determinante nella pratica dei commissari, ciò che dovrebbe essere messo in discussione è la struttura di Presidenza del Partito e di Esecutivo.
D'altronde, la condizione più fondamentale della professione forense è il rispetto della Costituzione e della legge, basato sui diritti umani.
I magistrati e i pubblici ministeri che agiscono in palese violazione di questi requisiti, chiaramente stabiliti nella legge sulla professione forense, e del giuramento di avvocato, non possiedono i requisiti per l'ammissione alla professione forense.
Sottoponiamo all'attenzione dell'opinione pubblica il nostro appello, rivolto in primis ai politici, affinché i membri del legislativo, dell'esecutivo e della magistratura rispettino la Costituzione e la professione di difesa.
ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ISTANBUL"