L'uscita di un ex esponente dell'AKP su Fatih Altaylı: ha chiesto la scarcerazione

L'ex portavoce dell'AKP ed ex Ministro dell'Istruzione, Hüseyin Çelik, ha reagito alla condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione inflitta a Fatih Altaylı, dichiarando che la sentenza dovrebbe essere annullata. Çelik ha inoltre sottolineato che anche l'ex esponente dell'AKP, Hüseyin Kocabıyık, attualmente detenuto, dovrebbe essere rilasciato senza scontare la pena.

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L'ex portavoce dell'AKP ed ex Ministro dell'Istruzione, Hüseyin Çelik, ha criticato la pena detentiva inflitta al giornalista Fatih Altaylı e il processo di detenzione in corso nei confronti dell'ex deputato dell'AKP, Hüseyin Kocabıyık. Çelik ha affermato che, nel quadro degli standard democratici, nessuno dei due dovrebbe essere oggetto di procedimenti penali.

LE CRITICHE DI ÇELİK ALLE PENE DETENTIVE

In merito alla condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione inflitta ad Altaylı con l'accusa di minacce al Presidente, Çelik ha ricordato di aver scritto in passato numerosi articoli critici nei suoi confronti, sottolineando la caratura giornalistica di Altaylı. Çelik ha dichiarato: "Sebbene non condivida la maggior parte delle sue idee, l'ho sempre considerato un giornalista intellettuale con una posizione peculiare".

Çelik ha affermato che, anche se le parole di Altaylı potessero suscitare reazioni in altri Paesi democratici, non dovrebbero dar luogo a un procedimento penale, aggiungendo che la pena detentiva non è compatibile con il concetto di Stato di diritto.

RICHIESTA DI SCARCERAZIONE ANCHE PER KOCABIYIK

Facendo la stessa valutazione per il detenuto Hüseyin Kocabıyık, Çelik ha sostenuto che nemmeno le parole di quest'ultimo dovrebbero essere soggette a sanzioni penali secondo gli standard democratici. Çelik ha sostenuto che i processi giudiziari contro entrambi dovrebbero essere visti nell'ambito del dibattito democratico piuttosto che come questioni penali.

"UNA SOCIETÀ SILENZIOSA E SOTTO PRESSIONE È UN RISCHIO"

Sottolineando che le società dovrebbero essere libere nel contesto della libertà di espressione, Çelik ha reagito alle attuali pratiche giudiziarie affermando: "Non bisogna temere una società che parla, ma una società che, sotto la pressione dell'autorità, tace e accumula risentimento interiormente".

Çelik ha osservato che giornalisti e politici possono talvolta usare espressioni dure, aggiungendo che in tali casi, invece della prigione, dovrebbero essere attivati meccanismi di replica, risarcimento o dibattito democratico.

Affermando che in un Paese in cui giornalisti e politici dell'opposizione vengono incarcerati i meccanismi di controllo e bilanciamento si indeboliscono, Çelik ha auspicato che la sentenza contro Altaylı venga annullata in appello e che Kocabıyık venga rilasciato senza scontare la pena.