Il presidente 92enne mette il Paese a soqquadro

La rielezione del 92enne Paul Biya in Camerun ha scatenato violente proteste in tutto il Paese. L'Unione Europea ha condannato l'uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza, invitando le parti al dialogo.

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In Camerun, la rielezione del 92enne Paul Biya, che ha ottenuto oltre il 53% dei voti rimanendo al potere per altri sette anni, ha suscitato la reazione dei partiti di opposizione. Questa decisione del Consiglio Costituzionale stabilisce che Biya rimarrà alla presidenza fino all'età di 99 anni.

Dopo l'annuncio dei risultati elettorali, nel Paese produttore di petrolio e cacao sono scoppiate intense proteste. Il leader dell'opposizione Issa Tchiroma Bakary aveva precedentemente proclamato la vittoria elettorale, dichiarando che non avrebbe accettato alcun altro risultato. I suoi sostenitori si sono scontrati con la polizia nelle strade di Douala e hanno bloccato le vie con delle barricate. In questi scontri hanno perso la vita almeno sei persone.

Altri leader dell'opposizione hanno denunciato brogli elettorali diffusi. Akere Muna ha definito il processo elettorale "il marchio di una tirannia", mentre la candidata Tomaino Ndam Njoya ha affermato: "La volontà del popolo è stata usurpata".

L'Unione Europea ha espresso profonda preoccupazione per l'uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti, invitando le parti al dialogo. A Douala, molte persone temono di scendere in strada, mentre alcuni hanno descritto la vittoria di Biya come "un'elezione rubata".