Il commento del presidente dell'Anahtar Parti, Yavuz Ağıraloğlu, sull'inchiesta sul MHK: il problema della Turchia è la gestione

Il presidente dell'Anahtar Parti, Yavuz Ağıraloğlu, ha commentato l'arresto di cinque persone nell'ambito dell'inchiesta sul Comitato Centrale degli Arbitri (MHK), sollevando questioni di merito e giustizia.

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Il presidente dell'Anahtar Parti, Yavuz Ağıraloğlu, ha rilasciato una dichiarazione sul suo account social in merito all'inchiesta sul Comitato Centrale degli Arbitri (MHK). Valutando l'arresto di cinque persone nell'ambito dell'indagine, Ağıraloğlu ha sostenuto che il processo non riguarda solo il calcio, ma offre un quadro più ampio della concezione di gestione nel Paese.

Ağıraloğlu ha richiamato l'attenzione sulle accuse secondo cui, nelle designazioni arbitrali, il merito verrebbe messo in secondo piano e le persone verrebbero classificate tramite note e liste. Nella sua dichiarazione, ha affermato: “Un sistema in cui la lealtà sostituisce il merito, il favore sostituisce il diritto e l'arbitrarietà sostituisce la regola, finisce inevitabilmente per corrompere ogni istituzione”.

Il post sui social media di Yavuz Ağıraloğlu relativo all'inchiesta sul MHK.

Nel suo post, Ağıraloğlu ha criticato il clientelismo con le parole: “Arbitro a seconda dell'uomo... Squadra a seconda dell'uomo... Carica a seconda dell'uomo... Giustizia a seconda dell'uomo...”. Affermando che problemi simili si riscontrano anche in altre istituzioni, Ağıraloğlu ha espresso che questa situazione si riflette persino sui campi da calcio.

Sostenendo che se lo Stato favorisce chi gli è vicino ed elimina chi è lontano, il senso di giustizia dei cittadini ne risulterà danneggiato, Ağıraloğlu ha dichiarato: “Quando la bilancia della giustizia non pesa tutti allo stesso modo, non rimane fiducia né sul campo né per strada”.

Ağıraloğlu ha proseguito la sua dichiarazione dicendo: “Il problema della Turchia non è il destino. Il problema della Turchia è la gestione”. Affermando che è necessario stabilire un ordine in cui il merito sia la base, il clientelismo sia considerato una vergogna e chi merita non debba sentirsi in debito con nessuno, ha concluso: “È così che si sistema il calcio, è così che si rafforza lo Stato ed è così che si ripristina la fiducia dei cittadini nella giustizia”.