C'è la minaccia 'fermeremo la produzione di energia elettrica' dietro la legge sugli uliveti? Spunta la lettera dei padroni
Dietro la proposta di legge, approvata in commissione parlamentare, che prevede l'apertura delle aree coltivate a ulivi alle attività minerarie, è emersa una lettera di minacce scritta da aziende vicine all'AKP. Le holding hanno fatto pressione sul governo dicendo: 'Se non ci date gli uliveti, fermeremo la produzione di energia elettrica'.
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La normativa sugli uliveti, approvata dalla Commissione Industria, Commercio, Energia, Risorse Naturali, Informazione e Tecnologia della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), aveva suscitato accese discussioni in Parlamento. È emerso che dietro questa proposta, che aprirà alle attività minerarie aree olivicole millenarie, vi era la pressione di aziende vicine al governo.
Secondo quanto riportato dal giornalista di Halk TV Bahadır Özgür, la YK Enerji, di proprietà della partnership Limak-IC Holding che ha devastato la natura ad Akbelen per estrarre carbone, ha scritto direttamente al governo minacciandolo.
"DATECI GLI ULIVETI, ALTRIMENTI FERMEREMO LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA"
Secondo quanto riferito da Bahadır Özgür, nella lettera inviata dalla YK Enerji alla Presidenza dell'Amministrazione per la Privatizzazione del Ministero del Tesoro e delle Finanze, si legge: "Se le aree olivicole non ci verranno assegnate, interromperemo la produzione di energia elettrica". L'azienda ha inoltre richiesto un ulteriore sostegno finanziario a causa della resistenza dei cittadini e delle cause legali intentate.
Il titolo della lettera è stato registrato come "Impossibilità giuridiche e di fatto relative alle centrali termoelettriche di Yeniköy e Kemerköy".
Nella lettera, la YK Enerji ha sostenuto che le condizioni attuali sono insostenibili, affermando che il contratto stipulato con lo Stato potrebbe essere risolto. Inoltre, tra le richieste dell'azienda figura anche la revisione del "meccanismo di prezzo massimo di conciliazione" a proprio favore.
È emerso che nel testo della proposta di legge sulla normativa degli uliveti era inclusa anche la planimetria della centrale termoelettrica di Yatağan, gestita da AYDEM Enerji. Questa situazione indica un saccheggio generalizzato degli uliveti, non limitato a una sola regione.
Con la legge in questione, non sarà colpita solo la natura, ma anche la vita dei cittadini che vivono nei villaggi sarà direttamente influenzata. L'eliminazione degli uliveti tramite questa legge comporta anche una "migrazione forzata" per i contadini che praticano l'agricoltura nella regione.