Ekrem İmamoğlu: "Nessuna questione che influenzi il destino del Paese può dipendere dalle labbra di una sola persona"

Continuano le reazioni alle parole pronunciate dal leader dell'MHP, Devlet Bahçeli, durante la riunione del gruppo parlamentare del suo partito riguardo al capo terrorista Öcalan. È arrivata la replica velata di Ekrem İmamoğlu, sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul, a Bahçeli sul caso 'Öcalan'.

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Il sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, ha partecipato a una cerimonia di firma a Maltepe. In quell'occasione, in risposta alle parole di Devlet Bahçeli sul capo terrorista Abdullah Öcalan, il quale aveva dichiarato "Venga in Parlamento, annunci che il terrorismo è finito e che l'organizzazione è sciolta", ha affermato che nessuna questione che influenzi il destino del Paese può dipendere dalle labbra di una sola persona.

Sottolineando l'importanza di agire insieme sulle questioni cruciali che riguardano il futuro della nazione, İmamoğlu ha dichiarato: "Non portate altri guai sulla testa della nazione". Ecco il discorso completo di İmamoğlu:

"Nessun argomento di questo Paese, e in particolare nessuna questione che ne influenzi il destino, può mai dipendere dalle labbra di una sola persona. Le grandi questioni di questo Paese, o ogni tema che gli appartiene, richiedono di essere affrontate con sincerità, onestà, con un approccio che protegga ogni individuo, attraverso il negoziato, l'intelligenza collettiva, una visione nazionale e una postura capace di riunire ogni cittadino sotto quel tetto nazionale.

SE NON C'È COLLABORAZIONE, PORTERETE ALTRI GUAI SULLA TESTA DELLA NAZIONE

In questo contesto, ogni strada intrapresa, ogni parola giusta pronunciata, ogni atteggiamento e posizione assunta riceveranno il nostro rispetto. Ma se non si dimostra collaborazione e unità d'azione in questioni pubbliche di questo tipo, in temi importanti che riguardano il futuro della società e della nazione, allora porterete altri guai sulla testa di questo popolo. Che Dio protegga questa nazione dai guai.

CHE DIO PROTEGGA QUESTA NAZIONE DALL'ARROGANZA DEL 'SO TUTTO IO'

E che protegga questa nazione dall'arroganza del 'so tutto io'. Questa nazione deve pensare insieme, con intelligenza collettiva, riflettendo sulle aspettative: 'Cosa vuole da me il mio popolo?', 'Come posso soddisfarlo?', 'Perché se ne sta in un angolo imbarazzato?', 'Perché ha la testa china, perché è imbronciato?', 'Perché una società si sente lasciata indietro?'. Pensando a tutto questo, creeremo un Paese in cui la Turchia, questa bellissima repubblica, dove 86 milioni di persone sono felici e serene, possa dire: 'Fratello mio, io sono un azionista paritario di queste terre', 'La mia testa è alta', 'Se mio figlio lavora, entra al lavoro per merito', 'Se mio figlio lavora, arriva ai vertici'. Questa è la strada che percorriamo e nessuno potrà farci rinunciare."