Dietro le quinte del vertice di 5,5 ore: nel CHP la decisione sul nuovo partito è chiara, occhi puntati sul calendario del congresso

Durante la riunione dell'Assemblea del Partito del CHP, durata circa 5,5 ore, sono state discusse le accuse di "nullità assoluta" riguardanti il 38° Congresso Ordinario, i possibili scenari di gestione e il processo congressuale. I vertici del partito hanno sottolineato che l'opzione di un nuovo partito non è all'ordine del giorno, lanciando al contempo un messaggio sul congresso per il periodo successivo alle festività.

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L'Assemblea del Partito del CHP si è riunita ieri presso la sede centrale alle 15:40. Dopo una pausa di un'ora iniziata alle 19:10, la riunione è ripresa ed è terminata alle 22:10.

Tra i principali punti all'ordine del giorno della riunione, durata circa 5,5 ore, vi sono state le accuse di "nullità assoluta" relative al 38° Congresso Ordinario e la possibilità che l'ex presidente Kemal Kılıçdaroğlu torni in carica per decisione del tribunale. È stata inoltre valutata in modo approfondito la tabella di marcia che la dirigenza del partito seguirà in questo processo.

I MEMBRI DELL'ASSEMBLEA DEL PARTITO CONSIDERATI PARTI DIRETTAMENTE COINVOLTE

I vertici del CHP hanno sottolineato che anche i membri dell'Assemblea del Partito (PM), riunitisi separatamente dal gruppo parlamentare che si era incontrato in mattinata, sono direttamente colpiti dal processo.

I dirigenti hanno commentato: "Questa decisione non colpisce direttamente i parlamentari, ma il congresso in cui è stata eletta l'Assemblea del Partito è stato annullato. Per questo motivo, l'asse principale della riunione è stato la solidarietà e la lotta. Abbiamo subito un'ingiustizia e faremo sentire la nostra voce contro di essa su ogni piattaforma".

Fonti del partito hanno riferito che durante la riunione sono emersi la solidarietà e i metodi di lotta da seguire.

ANCHE I RISULTATI DEI SONDAGGI ALL'ORDINE DEL GIORNO

I vertici del partito hanno dichiarato che, secondo gli ultimi sondaggi, il tasso di consenso del CHP ha raggiunto il 35%, mentre il partito rivale si attesta sulla fascia del 30-31%. È stato affermato che, secondo questi dati, il divario tra i due partiti è salito a 4-5 punti.

Valutando questo quadro, i dirigenti hanno affermato: "Anche Erdoğan vede questo divario, proprio come lo vediamo noi. Se il nostro tasso di consenso fosse intorno al 20% e non rappresentassimo un rischio per l'ordine attuale, queste decisioni non sarebbero state prese. Consideriamo quanto accaduto come un dolore incontrato dal nostro partito nel suo cammino verso il governo".

PORTA CHIUSA ALLA FORMULA DEL NUOVO PARTITO

Uno dei temi emersi durante la riunione sono state le voci riguardanti la fondazione di un nuovo partito politico. I vertici del CHP hanno dichiarato che tali valutazioni non hanno trovato riscontro.

I dirigenti hanno espresso: "Il CHP è la nostra casa paterna. Abbiamo l'obbligo di proteggerla. I cittadini e i delegati ci hanno incaricato per questo. Non rinunceremo alla lotta. Se necessario, il gruppo parlamentare terrà elezioni al suo interno e utilizzeremo fino in fondo i nostri diritti derivanti dalla legge".

È stato inoltre riferito che la maggior parte dei circa 2 milioni di membri del partito condivide l'opinione che "non può esserci una gestione senza congresso".

A questo proposito, i dirigenti hanno valutato: "Anche i cittadini e gli elettori dicono la stessa cosa. Il 38° Congresso Ordinario è stato annullato, ma indipendentemente dai delegati presi come base, questo processo non può procedere senza lo svolgimento di elezioni".

ÖZGÜR ÖZEL HA RIFERITO I SUOI CONTATTI SUL PROCESSO

È stato riferito che anche il presidente del CHP, Özgür Özel, ha presentato una relazione completa sul processo durante la riunione.

È stato affermato che Özel ha illustrato in dettaglio ai membri dell'Assemblea del Partito i colloqui avuti dopo l'emergere della decisione, i nomi che lo hanno sostenuto e i contatti stabiliti. Si è appreso inoltre che ha accennato al contenuto della telefonata avuta con Kemal Kılıçdaroğlu.

I dirigenti hanno commentato: "Sebbene sia un presidente il cui mandato è stato annullato, la motivazione e la determinazione di Özel sono alte. Continua il suo lavoro senza interruzioni presso la sede centrale".

INDICATO IL PERIODO POST-FESTIVITÀ PER IL CONGRESSO

Uno dei punti salienti della riunione è stato il possibile calendario del congresso. I vertici del partito hanno affermato che le discussioni sulla presidenza che si terranno senza aver prima raccolto la volontà dei delegati non saranno legittime.

In questo contesto, è stata condivisa la seguente dichiarazione:

"Lo statuto è chiaro. Per un congresso straordinario elettivo è necessaria la firma di più della metà dei delegati. Se entro il primo lunedì dopo le festività non verrà annunciata una 'data del congresso', inizieremo a raccogliere le firme quel giorno e ne raccoglieremo molte più del numero necessario."

I dirigenti hanno inoltre affermato che il processo viene gestito con attenzione, aggiungendo: "Agiamo in modo inclusivo per evitare che il partito si divida. L'obiettivo del governo è dividere il CHP e questa decisione ne è una parte".

"LA NOSTRA SOLUZIONE È L'URNA"

I dirigenti hanno anche valutato la possibilità di un allontanamento forzato dalla sede centrale.

"Nessuno si aspetti che facciamo le valigie e ce ne andiamo di fronte a una decisione così illegale. Ciò danneggerebbe la fede degli elettori nella democrazia", hanno dichiarato i dirigenti, lanciando il messaggio: "La nostra soluzione è l'urna. Non c'è altra strada".

Nella valutazione fatta dopo la riunione, è stato affermato che i membri dell'Assemblea del Partito si sono uniti in un'opinione comune.

I dirigenti hanno commentato: "Tutti sono a favore della legittimità e della democrazia. Vediamo questo processo come un'operazione di demolizione contro il CHP. C'è un pieno consenso sul resistere a questo".

IL PROCESSO SARÀ VALUTATO CON 81 PRESIDENTI PROVINCIALI

D'altra parte, si è appreso che il presidente del CHP, Özgür Özel, si riunirà domenica alle 12:00 presso la sede centrale con gli 81 presidenti provinciali per valutare il processo in corso.