Decisione di scarcerazione nel processo alla presidenza provinciale del CHP di Istanbul
I 20 imputati, processati con l'accusa di "istigazione pubblica a delinquere" a causa di post sui social media riguardanti il blocco di polizia e la nomina di un amministratore fiduciario presso la sede provinciale del CHP di Istanbul, sono comparsi per la prima volta davanti al giudice. Il tribunale ha disposto la scarcerazione degli imputati detenuti con il divieto di espatrio.
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I 20 imputati, contro i quali è stato aperto un processo con l'accusa di "istigazione pubblica a delinquere" a causa di post sui social media riguardanti il blocco di polizia e la nomina di un amministratore fiduciario presso la sede provinciale del CHP di Istanbul, sono comparsi per la prima volta davanti al 9° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul.
Tra gli imputati figurano la giornalista Fatoş Erdoğan e l'accademico Emrah Gülsunar, precedentemente arrestato a causa dei suoi post sui social media.
IL TRIBUNALE HA DISPOSTO LA SCARCERAZIONE
Al termine dell'udienza, il tribunale ha disposto la scarcerazione degli imputati detenuti, imponendo il divieto di espatrio.
Inoltre, è stato revocato l'obbligo di firma per gli imputati a piede libero.
Il tribunale ha deciso di inviare una comunicazione al Ministero della Giustizia in merito all'avvocato Muhammet Mesut Yıldız, poiché non è stata ottenuta l'autorizzazione a procedere.
RICHIESTA LA PREPARAZIONE DI UN ATTO DI ACCUSA INTEGRATIVO
A causa dell'incoerenza tra gli articoli di rinvio a giudizio nel fascicolo e il contenuto dell'atto di accusa, il tribunale ha ordinato l'invio di una notifica alla Procura della Repubblica di Istanbul affinché venga preparato un atto di accusa integrativo.
Inoltre, durante l'udienza, è stato deciso di concedere tempo per completare le carenze presenti nell'atto di accusa.
FISSATA LA DATA DELLA PROSSIMA UDIENZA
Il tribunale ha concluso la seduta stabilendo che la prossima udienza del processo si terrà il 28 gennaio 2026.
Tutti gli imputati hanno respinto le accuse durante l'udienza, richiedendo che il processo si svolga in modo equo.