Decisione del tribunale locale su Can Atalay: 'La sentenza della Corte Costituzionale vincola la TBMM, non noi'
La 13ª Corte d'Assise di Istanbul ha emesso la sua decisione in merito alla richiesta di scarcerazione presentata da Can Atalay, indicando la Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) come l'organo competente.
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La 13ª Corte d'Assise di Istanbul ha emesso la sua decisione in merito alla richiesta di scarcerazione di Can Atalay, eletto deputato di Hatay per il Partito dei Lavoratori della Turchia (TİP) ma non rilasciato dal carcere. Il tribunale ha dichiarato che la responsabilità spetta alla Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) e ha stabilito che 'non vi è luogo a provvedere'.
Secondo quanto riportato da Can Bursalı di Duvar, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale (AYM), gli avvocati di Atalay si sono rivolti alla 13ª Corte d'Assise di Istanbul. Nella richiesta, facendo riferimento alla sentenza della AYM, è stata chiesta l'immediata scarcerazione di Atalay. La decisione sulla richiesta, presentata il 2 agosto, è stata emessa il 5 agosto. La 13ª Corte d'Assise di Istanbul ha sottolineato che la sentenza della AYM non ha alcun legame con il tribunale. Nella decisione del tribunale, si è fatto notare che la sentenza della AYM riguardava la revoca del mandato parlamentare di Can Atalay da parte dell'Assemblea Generale della TBMM, stabilendo quindi che 'non vi è luogo a provvedere'.
'POICHÉ SI COMPRENDE CHE LA SENTENZA DELLA AYM RIGUARDA L'ATTO DELLA TBMM...'
Nella decisione della 13ª Corte d'Assise di Istanbul si legge quanto segue:
"Poiché l'oggetto della sentenza della Corte Costituzionale del 22/2/2024 riguarda l'atto di notifica all'Assemblea Generale, avvenuto durante la 54ª seduta del 30/1/2024, della nota della 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione del 3/1/2024, prot. n. E.2023/12611, letta dalla Presidenza; valutando tutti questi aspetti insieme, dato che richieste simili dei difensori del condannato sono state precedentemente valutate e decise, e che la sentenza della Corte Costituzionale oggetto della richiesta riguarda l'atto dell'Assemblea Generale della TBMM..."
COSA ERA SUCCESSO?
Dopo essere stato eletto deputato per il TİP, Atalay non è stato scarcerato dal carcere, con la motivazione del processo Gezi in cui era detenuto, e ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale (AYM). Dopo la sentenza della AYM che riconosceva la violazione dei diritti, la richiesta di scarcerazione è stata inviata dalla 13ª Corte d'Assise di Istanbul alla 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione, affermando che le condanne nel processo Gezi erano state confermate, non ha riconosciuto la sentenza della AYM e la richiesta di scarcerazione è stata respinta.
La decisione della 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione è stata portata nuovamente davanti alla AYM. La seconda sentenza di violazione dei diritti emessa dalla AYM è stata inviata prima alla 13ª Corte d'Assise di Istanbul e poi alla 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione non ha riconosciuto nemmeno la seconda sentenza di violazione dei diritti. In seguito a questa crisi nel sistema giudiziario superiore, la 3ª Sezione Penale della Corte di Cassazione ha inviato una nota alla TBMM per la revoca del mandato parlamentare di Atalay.
Il 30 gennaio, con la lettura della decisione da parte del vicepresidente della TBMM Bekir Bozdağ, il mandato parlamentare di Atalay è stato revocato. In seguito a ciò, il presidente del TİP Erkan Baş e i deputati del DEM Parti Gülüstan Kılıç Koçyiğit, Sezai Temelli e Mehmet Rüştü Tiryaki hanno presentato ricorso alla AYM contro la revoca del mandato di Atalay. La AYM, che a febbraio aveva annunciato che 'non vi era luogo a provvedere', non ha spiegato le motivazioni della decisione fino al 1° agosto.
Dopo 160 giorni, la Corte Suprema ha spiegato le motivazioni, sottolineando che le sentenze di violazione dei diritti emesse riguardo ad Atalay rimangono valide e che non è necessario emettere un nuovo giudizio. La AYM ha inoltre dichiarato che l'atto di revoca del mandato parlamentare di Atalay è da considerarsi 'nullo'.