Bülent Arınç attacca Bahçeli senza nominarlo: 'Chi oggi cerca uno status per Apo...'

L'ex presidente della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) Bülent Arınç, nel suo discorso incentrato sulla pace sociale, ha sottolineato la necessità di porre rimedio alle ingiustizie subite dalle persone colpite dai decreti legge (KHK). Arınç ha attirato l'attenzione dichiarando: "Chi oggi cerca uno status per Apo, dovrebbe prima occuparsi di questa questione".

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Il leader dell'MHP, Devlet Bahçeli, architetto del secondo processo di apertura denominato "Turchia senza terrorismo", ha riaperto il dibattito sullo status del leader dell'organizzazione terroristica PKK, Abdullah Öcalan, alzando il tiro durante la riunione del gruppo parlamentare del suo partito.

Bahçeli ha dichiarato: "La questione dello status di Abdullah Öcalan è importante per noi, come abbiamo già espresso in precedenza. Non è possibile che il processo proceda in modo sano facendo finta che questo problema non esista. Per porre fine a queste discussioni, propongo che il nome di questo processo sia 'Coordinamento per il Processo di Pace e la Politicizzazione'".

Dopo questa uscita di Bahçeli, che ha dominato l'agenda politica, è arrivata una dichiarazione significativa da parte dell'ex presidente della TBMM, Bülent Arınç.

Intervenendo ad Ankara durante la conferenza intitolata "Relazione tra Pace Sociale e Politica" organizzata dalla Piattaforma per la Piena Democrazia, Arınç ha espresso sostegno alla richiesta di riabilitazione delle persone colpite dai decreti legge (KHK) che hanno perso il lavoro dopo il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio.

"CHI OGGI CERCA UNO STATUS PER APO..."

Arınç ha affermato: "Chi oggi cerca uno status per Apo, dovrebbe prima risolvere questo problema", sottolineando che le persone colpite dai KHK sono state emarginate dalla società e che i loro diritti devono essere ripristinati.

Arınç ha spiegato che la sofferenza deriva dall'accusa di tradimento rivolta a queste persone, dichiarando: "Tutto ciò che chiedono è: 'Io non sono un traditore della patria'. Io la chiamo richiesta di 'riabilitazione'. Devi farlo, amico mio. Se non lo fai, commetti un'ingiustizia. E commettere ingiustizia non si addice né a noi né a voi. Un politico non commette ingiustizie".