A Konya 400 persone in ospedale: si indaga sulle cause

Nel distretto di Sarayönü, a Konya, circa 400 persone si sono rivolte agli ospedali lamentando nausea, vomito e diarrea. Dopo che la situazione nel distretto è diventata critica, i permessi del personale sanitario sono stati revocati.

12punto

Dopo l'episodio del kebab di pollo avvenuto a Kocaeli, nel distretto di Sarayönü a Konya circa 400 persone si sono rivolte agli ospedali con sintomi di vomito, nausea e diarrea. La situazione ha scatenato il panico nel distretto, portando alla revoca dei permessi del personale sanitario e all'esaurimento di alcuni farmaci. La causa dell'accaduto non è stata ancora determinata.

Nei casi registrati ieri a Sarayönü, Konya, circa 400 persone si sono presentate in ospedale con gli stessi sintomi. Mentre proseguono gli interventi sui pazienti affetti da nausea, vomito e diarrea, è stata avviata un'indagine sull'accaduto.

L'IPOTESI DI CONTAMINAZIONE DELL'ACQUA POTABILE CON ACQUE REFLUE

Mentre nel distretto circolano voci su una possibile contaminazione dell'acqua potabile con acque reflue, una nota della Prefettura ha confermato che ieri numerosi cittadini si sono rivolti alle strutture sanitarie lamentando diarrea, febbre, nausea e vomito.

Nella nota, sottolineando come il rapido aumento dei casi abbia destato grande preoccupazione nel distretto, si afferma che le autorità continuano le indagini sulla questione.

PRELEVATI CAMPIONI D'ACQUA, EFFETTUATE ANALISI

In una dichiarazione rilasciata sull'account social della Direzione Generale KOSKİ della Municipalità Metropolitana di Konya, si legge quanto segue:

'In seguito alle segnalazioni sui social media riguardanti i casi di diarrea e vomito riscontrati nel nostro distretto di Sarayönü, sono stati prelevati campioni d'acqua separati dal Ministero della Salute e dalle nostre squadre KOSKİ. A seguito di tutte le analisi effettuate, non è stata riscontrata alcuna anomalia nell'acqua potabile. I casi verificatisi non hanno alcun legame con l'acqua potabile. Si comunica rispettosamente all'opinione pubblica.'