ULTIM'ORA... Raid aerei israeliani su Damasco: colpito il Palazzo Presidenziale. Il momento dell'attacco ripreso dalle telecamere

Si sono verificate esplosioni in rapida successione nella capitale siriana, Damasco. Mentre Israele ha annunciato di aver colpito l'edificio dello Stato Maggiore, l'ultimo attacco ha preso di mira il Palazzo Presidenziale siriano.

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La violenza del conflitto in Siria sta tornando a intensificarsi. Mentre centinaia di soldati hanno perso la vita negli scontri ripresi nei giorni scorsi tra l'esercito siriano e i militanti drusi, in particolare nella regione di As-Suwayda, Israele è intervenuto direttamente negli sviluppi.

Dopo i violenti scontri degli ultimi giorni, oggi si è verificata una forte esplosione nella capitale Damasco. L'agenzia di stampa ufficiale siriana SANA, nella sua prima dichiarazione sull'esplosione, ha affermato: “È stato udito un forte boato nella capitale Damasco. L'origine dell'esplosione è in fase di accertamento”.

COLPITO IL PALAZZO PRESIDENZIALE

Subito dopo l'esplosione, l'attenzione si è rivolta verso Israele. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), in una dichiarazione sull'accaduto, hanno affermato: “Le Forze di Difesa Israeliane continuano le proprie operazioni in linea con le direttive del livello politico e sono pronte a fronteggiare diversi scenari”. Nella stessa nota, è stato riferito che Israele ha preso di mira l'edificio dello Stato Maggiore siriano a Damasco.

Tuttavia, l'attacco non si è limitato a questo. Nel suo secondo raid aereo su Damasco, Israele ha preso di mira direttamente il Palazzo Presidenziale siriano.

'GLI ATTACCHI CONTINUERANNO'

Israele ha inoltre annunciato la decisione di aumentare la propria presenza militare lungo il confine siriano. In una dichiarazione rilasciata dal portavoce dell'esercito israeliano, è stato precisato che verranno effettuati rinforzi militari nella zona di confine in seguito agli sviluppi ad As-Suwayda. La nota aggiunge inoltre che l'esercito israeliano sta “valutando la situazione per determinare i necessari rinforzi al confine nel quadro degli obiettivi operativi”. L'esercito israeliano ha anche sottolineato che “continuerà le azioni sia difensive che offensive”.

Nella dichiarazione dell'esercito israeliano è stato anche menzionato l'intervento contro persone che cercavano di attraversare il confine verso la Siria attraverso le Alture del Golan. È stato riferito che nella regione di Hader sono state individuate persone che tentavano di superare il confine dalla Siria e che le forze israeliane hanno impedito il passaggio, intervenendo per disperdere la folla.

La stampa israeliana ha scritto che, dopo gli eventi di As-Suwayda, alcuni drusi siriani si sono diretti verso la regione del Golan. È stato inoltre riferito che alcune persone provenienti da Majdal Shams, sotto occupazione israeliana, si sono spostate verso la Siria. È stato dichiarato che i soldati israeliani si sono adoperati per fermare questi passaggi e riportare indietro coloro che avevano superato il confine. È stata condivisa l'informazione che l'esercito israeliano sta monitorando da vicino la situazione attuale e che “si tiene pronto per diversi scenari, sia difensivi che offensivi”.

LA REAZIONE DELLA PRESIDENZA SIRIANA

La Presidenza siriana ha reagito a quanto accaduto. In una dichiarazione rilasciata dall'Ufficio Stampa della Presidenza, gli eventi verificatisi in alcune zone di As-Suwayda sono stati condannati, definendoli “criminali e illegali”. Nella nota si legge: “Queste azioni sono in totale contraddizione con i principi fondamentali dello Stato siriano. I responsabili, sia a livello individuale che organizzativo, ne risponderanno davanti alla giustizia. Nessun crimine rimarrà impunito”.

Affermando che la protezione della sicurezza e della stabilità dello Stato è considerata la priorità assoluta, è stato sottolineato che è in corso un'indagine approfondita sugli eventi e che verranno attivati tutti i necessari processi legali.

NUMEROSI FERITI

L'agenzia di stampa ufficiale siriana SANA ha riferito che numerose persone sono rimaste ferite a seguito dei raid aerei su Damasco.