Ultimatum della Slovacchia all'UE sul petrolio russo: la crisi energetica assume una nuova dimensione

Le interruzioni nell'approvvigionamento energetico europeo si sono trasformate in una disputa politica con le richieste di Slovacchia e Ungheria. Il primo ministro slovacco Fico ha minacciato di bloccare il maxi prestito che l'UE intende fornire all'Ucraina se il flusso di petrolio non verrà ripristinato.

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Sale la tensione nella crisi energetica che scuote l'Europa centrale. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che nei prossimi giorni incontrerà a Parigi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per sollevare la questione del ripristino del flusso di petrolio dalla Russia attraverso l'oleodotto Druzhba.

Slovacchia e Ungheria sostengono che le riparazioni all'oleodotto, danneggiato durante gli attacchi russi di gennaio, siano state ritardate dall'Ucraina e che ciò venga utilizzato per scopi politici. In una dichiarazione sui social media, Fico ha affermato che bloccare gli aiuti dell'UE all'Ucraina per un valore di 90 miliardi di euro rimane una carta da giocare.

Fico ha attirato l'attenzione con queste parole:

"Bloccare questo enorme regalo militare (il prestito da 90 miliardi di euro) all'Ucraina è uno strumento legittimo per garantire il ripristino dell'approvvigionamento di petrolio. Se necessario, siamo pronti a raccogliere il testimone dall'Ungheria su questo fronte."

Il fronte ucraino, dal canto suo, ritiene che l'oleodotto abbia subito danni gravi e sostiene che le riparazioni non possano essere completate in tempi brevi. Al contrario, sia la Slovacchia che l'Ungheria ritengono che il governo di Kiev stia utilizzando l'interruzione del flusso di petrolio come elemento di negoziazione.

Con l'aggravarsi della crisi, la Slovacchia ha anche interrotto il supporto elettrico di emergenza fornito all'Ucraina. La Commissione europea ha annunciato che sta lavorando a diverse soluzioni, incluso il supporto finanziario, per ripristinare il flusso attraverso la condotta.

Questa tensione sull'approvvigionamento energetico riporta al centro del dibattito la dipendenza dell'Europa dalle fonti energetiche russe, mentre resta da vedere quale tabella di marcia tracceranno i leader dell'UE nei prossimi giorni.