Teheran rifiuta di sedersi al tavolo per l'offerta finale
L'Iran non ha accettato di partecipare al secondo round di negoziati riguardanti le proposte diplomatiche presentate dagli Stati Uniti. Con questa decisione, la ricerca di una soluzione alla crisi in corso in Medio Oriente subisce una battuta d'arresto.
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All'ombra dei conflitti che proseguono nella regione da circa sette settimane, i contatti diplomatici hanno subito un altro colpo. Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che i suoi rappresentanti si sarebbero recati a Islamabad, capitale del Pakistan, per presentare un'"offerta finale" all'Iran, il governo di Teheran ha rifiutato categoricamente di sedersi al tavolo.
Secondo l'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA, il governo di Teheran ha giustificato questo atteggiamento citando il blocco navale imposto dagli Stati Uniti e le loro richieste eccessive. Le autorità iraniane hanno dichiarato di considerare il blocco portuale di Washington una violazione delle condizioni di cessate il fuoco. Hanno inoltre sostenuto che la parte americana cambia costantemente posizione con aspettative "irrealistiche ed eccessive".
La Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato che non parteciperà al processo, definendo i colloqui che si terrebbero sotto l'attuale pressione "non una negoziazione, ma una resa".
LA DURA DICHIARAZIONE DI TRUMP
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un post sul suo account Truth Social, ha ricordato che il tempo concesso per le iniziative diplomatiche scadrà mercoledì e ha lanciato il suo messaggio:
"Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole. Se non lo accetteranno, gli Stati Uniti raderanno al suolo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran. Non si può più essere gentili!"
D'altra parte, nonostante i precedenti messaggi di Trump in senso contrario, è stato confermato che il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione statunitense. È stato riferito che nella delegazione sono presenti anche l'inviato speciale di Trump, Steven Witkoff, e suo genero Jared Kushner. La delegazione americana arriverà a Islamabad lunedì sera. Tuttavia, la decisione della parte iraniana di boicottare i colloqui rischia di lasciare la delegazione statunitense senza un interlocutore.
Gli ultimi sviluppi acuiscono ulteriormente l'atmosfera già tesa nella regione, mentre le speranze di una soluzione sembrano per ora sospese.