Arriva una tassa aggiuntiva per chi non paga con carta
In Grecia prosegue l'obbligo di spesa digitale per ridurre le attività economiche sommerse. I contribuenti che non spendono il 30% del proprio reddito annuo tramite metodi elettronici dovranno affrontare una tassa aggiuntiva del 22% sull'importo mancante.
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In Grecia, il governo continua a inasprire le misure relative ai pagamenti elettronici nell'ambito delle iniziative contro l'evasione fiscale. I contribuenti del Paese, inclusi lavoratori dipendenti, pensionati e liberi professionisti, sono tenuti a spendere almeno il 30% del proprio reddito annuo tramite metodi digitali, come carte di debito, carte di credito o internet banking.
Questa normativa mira in particolare a tenere sotto controllo l'economia sommersa. Grazie all'obbligo di pagamento elettronico, si prevede una maggiore trasparenza nel monitoraggio degli acquisti e un incremento delle entrate fiscali.
SANZIONI PER CHI NON RAGGIUNGE LA SOGLIA DI SPESA
Nell'ambito della nuova normativa, a chi non soddisfa la quota di spesa elettronica stabilita verrà applicata una tassa aggiuntiva del 22% sull'importo mancante. Ad esempio, un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro deve spendere almeno 6 mila euro tramite canali digitali. Se a fine anno venisse accertato che tale persona ha speso solo 5 mila euro con metodi elettronici, dovrà pagare una tassa aggiuntiva sui mille euro mancanti.
In alcuni casi, il limite di spesa elettronica può arrivare fino a 20 mila euro e, quanto più alto è il reddito annuo, tanto maggiore sarà l'importo della tassa aggiuntiva applicata.
OPPORTUNITÀ DI SCONTO PER CHI PRESENTA LA DICHIARAZIONE IN ANTICIPO
D'altra parte, l'amministrazione greca, volendo incentivare i cittadini nei processi fiscali, offre la possibilità di uno sconto fiscale fino al 4% a chi presenta la dichiarazione dei redditi in anticipo. Coloro che presentano la dichiarazione rapidamente possono beneficiare di questo sconto, ottenendo la possibilità di pagare le tasse a un'aliquota inferiore.