Supporto dai Paesi arabi all'appello per un cessate il fuoco a Gaza
I Paesi arabi hanno espresso il loro sostegno all'appello dei Paesi mediatori, Stati Uniti, Egitto e Qatar, per avviare i negoziati tra Israele e Hamas finalizzati allo scambio di prigionieri e a un cessate il fuoco a Gaza.
AA
Oman, Kuwait, Iraq e Libano hanno espresso il loro sostegno all'appello dei Paesi mediatori per la ripresa dei negoziati, volti a ottenere un cessate il fuoco che ponga fine agli attacchi condotti da Israele nella Striscia di Gaza da oltre 10 mesi.
OMAN
In una dichiarazione scritta rilasciata dal Ministero degli Esteri dell'Oman, è stato accolto con favore il comunicato congiunto dei leader di Stati Uniti, Egitto e Qatar, che invita a riprendere i negoziati il 15 agosto al Cairo o a Doha per un cessate il fuoco a Gaza.
Nella nota, in cui si esprimono apprezzamenti per gli sforzi profusi per un cessate il fuoco a Gaza, è stata sottolineata l'importanza di attuare senza indugio l'accordo che verrà raggiunto.
Nella dichiarazione è stato lanciato un appello per l'avvio immediato dei negoziati, al fine di garantire un cessate il fuoco che ponga fine alle sofferenze del popolo palestinese.
KUWAIT
Anche nel comunicato scritto del Ministero degli Esteri del Kuwait è stato espresso apprezzamento per la dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Egitto e Qatar, ribadendo il sostegno a ogni sforzo volto a raggiungere un accordo che fermi gli attacchi israeliani contro Gaza.
Nella nota sono stati lodati gli sforzi compiuti da Qatar, Egitto e Stati Uniti per ridurre la tensione nella regione.
IRAQ
Anche il Ministero degli Esteri iracheno ha pubblicato una dichiarazione in cui accoglie con favore il comunicato congiunto di Stati Uniti, Egitto e Qatar.
Nella nota, in cui si sottolinea che con questa iniziativa i Paesi mediatori hanno dimostrato la loro serietà nel trovare una soluzione alla crisi umanitaria a Gaza, è stato evidenziato che ciò rappresenta un passo importante per la stabilità della regione.
Esprimendo sostegno agli sforzi internazionali per un cessate il fuoco a Gaza, la dichiarazione ha affermato che l'Iraq è al fianco di ogni iniziativa volta a garantire pace, sicurezza e stabilità nella regione.
Nella nota è stato espresso l'auspicio che gli sforzi dei Paesi mediatori portino a risultati concreti e pongano fine alle sofferenze del popolo palestinese.
LIBANO
Anche il Ministro degli Esteri libanese, Abdullah Bou Habib, durante una conferenza stampa, ha dichiarato di sostenere l'iniziativa di Stati Uniti, Egitto e Qatar per la ripresa dei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza la prossima settimana.
Sottolineando che anche l'amministrazione di Beirut si unisce all'appello per l'immediata ripresa dei negoziati a Doha o al Cairo, Bou Habib ha osservato che il governo libanese considera prioritario il raggiungimento di un cessate il fuoco a Gaza e la realizzazione dello scambio di prigionieri.
Affermando che l'accordo di cessate il fuoco dovrebbe essere concluso senza ulteriori rinvii, Bou Habib ha dichiarato di invitare tutte le parti a raggiungere un'intesa per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri a Gaza.
EMIRATI ARABI UNITI
Il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti (EAU), lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, aveva già annunciato il proprio sostegno all'appello dei Paesi mediatori, Stati Uniti, Egitto e Qatar, per avviare i negoziati tra Israele e Hamas per lo scambio di prigionieri e il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Nella dichiarazione, che esorta le parti in conflitto, Hamas e Israele, a "rispondere positivamente e con urgenza alla ripresa delle consultazioni" il 15 agosto, è stato richiesto che "nessuna delle parti perda tempo".
Nella nota degli EAU, è stato riferito che il Paese "apprezza e sostiene pienamente gli sforzi di mediazione di Egitto, Qatar e Stati Uniti per raggiungere un accordo volto a porre fine alla catastrofe a Gaza".
Stati Uniti, Egitto e Qatar, in una dichiarazione congiunta pubblicata ieri, avevano invitato Israele e Hamas a riprendere i negoziati il 15 agosto al Cairo o a Doha per ottenere un cessate il fuoco a Gaza e procedere allo scambio di prigionieri.