La Spagna approva l'amnistia per i separatisti catalani: l'opposizione si mobilita
Il controverso disegno di legge che concede l'amnistia ai separatisti catalani è stato approvato dal Parlamento spagnolo. Il Partito Popolare (PP), principale forza di opposizione, ha annunciato che farà ricorso alla Corte Costituzionale per chiederne l'annullamento, sostenendo che sia incostituzionale.
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In Spagna è stato approvato dal Parlamento il disegno di legge che concede l'amnistia ai politici separatisti e ai leader delle organizzazioni non governative (ONG) in Catalogna, teatro dei referendum illegali per l'indipendenza nel 2014 e nel 2017, che hanno rappresentato il più grande problema interno del Paese negli ultimi anni.
Il disegno di legge, intitolato "Legge di amnistia per la normalizzazione istituzionale, politica e sociale in Catalogna", che ha scatenato dibattiti su divisione, democrazia, stato di diritto ed uguaglianza nel Paese, ha ricevuto l'approvazione definitiva dal Parlamento dopo circa 5 mesi di accesi dibattiti tra Camera e Senato.
La prima bozza preparata dal governo era stata respinta dal Parlamento il 30 gennaio a causa dell'opposizione del partito Insieme per la Catalogna (Junts). Il testo era stato poi approvato dal Parlamento a marzo, dopo essere stato modificato dalla Commissione Giustizia per ampliarne la portata e le garanzie legali.
Il disegno di legge, passato al Senato per l'iter legislativo, era stato respinto nella votazione del 9 maggio a causa della maggioranza detenuta dal partito di destra Partito Popolare (PP), tornando così nuovamente al Parlamento. Il testo, approvato con 178 voti favorevoli contro 172 contrari, dovrebbe entrare in vigore domani dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
GRAZIE ALL'AMNISTIA POTRÀ TORNARE NEL PAESE
Con la legge, si prevede l'amnistia per 372 politici e leader di ONG, tra cui l'ex presidente del governo autonomo della Catalogna e leader di Junts, Carles Puigdemont, che si è sottratto alla giustizia spagnola per 6 anni e mezzo. Puigdemont, fuggito in Belgio il 30 ottobre 2017 per evitare i tribunali spagnoli e contro il quale pende ancora un mandato di cattura in Spagna nonostante sia stato eletto al Parlamento Europeo, potrà tornare nel Paese grazie all'amnistia.
I PARTITI DI DESTRA HANNO ESPRESSO PROTESTA
La legge sull'amnistia, che riguarda principalmente coloro che sono stati condannati per i referendum illegali del 9 novembre 2014 e del 1° ottobre 2017 per l'indipendenza della Catalogna, copre tutti i politici e i leader di ONG che sono stati condannati o che hanno procedimenti legali in corso per attività separatiste in Catalogna tra il 1° novembre 2011 e il 13 novembre 2023.
Mentre i due partner del governo di coalizione di sinistra, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e Sumar, sostengono che grazie all'amnistia "saranno ripristinati la convivenza e la stabilità in Catalogna", i partiti di opposizione di destra e di estrema destra criticano la misura parlando di "alto tradimento", "distruzione dello stato di diritto", "danno alla democrazia" e "fine del principio di uguaglianza".
Il PP, principale forza di opposizione, ha annunciato che farà ricorso alla Corte Costituzionale per chiederne l'annullamento, sostenendo che la legge sia incostituzionale.
Nelle elezioni parlamentari locali tenutesi in Catalogna il 12 maggio, i partiti politici separatisti avevano perso la maggioranza nel parlamento catalano per la prima volta dopo 40 anni.
Sebbene il Partito dei Socialisti di Catalogna (PSC) abbia vinto le elezioni, non dispone della maggioranza per governare da solo e sta negoziando con altre forze politiche per formare un governo di minoranza.