Si aggrava il bilancio dell'alluvione al confine tra Nepal e Tibet: polemiche per l'accusa di furto di gioielli da un cadavere
Mentre aumenta il bilancio delle vittime dell'alluvione e della colata di detriti al confine tra Nepal e Tibet, un'accusa di sciacallaggio emersa sui social media ha scatenato l'indignazione.
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Si aggrava il bilancio nella regione colpita dalla violenta alluvione e dalla colata di detriti avvenuta il 26 agosto al confine tra il Nepal e la Regione Autonoma del Tibet, in Cina. Le operazioni di ricerca e soccorso nell'area del disastro proseguono in condizioni difficili tra fango e cumuli di macerie.
Secondo le informazioni riportate dalle fonti locali, il numero delle persone che hanno perso la vita nel disastro si avvicina a 270. Si stima inoltre che oltre mille persone risultino ancora disperse. Le squadre continuano a lavorare senza sosta per ritrovare i dispersi e recuperare le salme.
Un video condiviso sui social media dopo il disastro ha suscitato forti polemiche nella regione. Nelle immagini diffuse da account con sede in Nepal, si sostiene che una persona abbia sottratto gioielli d'oro dal corpo senza vita di una donna deceduta nell'alluvione.
Tale accusa ha sollevato preoccupazioni in merito alla sicurezza e al rischio di sciacallaggio, oltre alla devastazione già causata dal disastro. È stato riferito che le autorità locali si stanno concentrando sulle operazioni di ricerca, soccorso e identificazione dei dispersi, mentre le condizioni nelle aree colpite dalla catastrofe rimangono critiche.