Scontro tra cartelli in Messico: 30 morti, resa dei conti tra 'El Chapo' ed 'El Mayo'

In Messico, almeno 30 persone sono morte a seguito degli scontri tra gruppi legati al cartello di Sinaloa.

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Il governo messicano ha annunciato che nello stato di Sinaloa, il cui nome è ormai sinonimo di cartelli della droga, sono in corso scontri tra due fazioni dal 9 settembre, che hanno causato finora almeno 30 vittime.

Il ministro della Difesa messicano, Luis Cresencio Sandoval, ha dichiarato che i combattimenti sono iniziati il 9 settembre e che tra i deceduti figurano anche 2 soldati.

Sandoval ha riferito che 2.200 soldati e membri della guardia nazionale sono stati inviati nello stato di Sinaloa.

Anche il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha sostenuto che l'esercito sta proteggendo la popolazione e lavorando per prevenire ulteriori scontri tra i gruppi criminali.

Le autorità hanno riferito che almeno 30 persone sono morte negli scontri in corso tra due gruppi legati al cartello di Sinaloa.

Si ritiene che i combattimenti nello stato di Sinaloa tra i sostenitori dei figli di Joaquin Guzman, soprannominato 'El Chapo', e quelli di Ismael Zambada Garcia, noto come 'El Mayo', siano una lotta per il controllo territoriale.

Il ministro della Giustizia statunitense Merrick Garland aveva annunciato il 25 luglio che Joaquin Guzman Lopez, figlio di Guzman, e Garcia erano stati presi in custodia in Texas.

Garcia, comparso davanti al giudice il 27 luglio, è stato arrestato.

Guzman, invece, era stato condannato all'ergastolo lo scorso luglio nel processo tenutosi nello stato di New York, negli Stati Uniti.

Joaquin Guzman, evaso da due carceri di massima sicurezza in Messico nel 2001 e nel 2015, era stato catturato l'ultima volta nel gennaio 2016 ed estradato negli Stati Uniti.