Sciopero di 24 ore in Spagna contro il genocidio in Palestina
In Spagna, uno sciopero generale di 24 ore, indetto da oltre 200 sindacati e organizzazioni della società civile, ha visto lo svolgimento di manifestazioni "contro il genocidio e l'occupazione in Palestina". Oltre alle proteste nelle grandi città come Madrid, Barcellona e Bilbao, anche gli studenti universitari hanno aderito con un'astensione dalle lezioni.
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In Spagna, su iniziativa di oltre 200 sindacati e organizzazioni della società civile (ONG), è stato indetto uno sciopero generale di 24 ore sotto lo slogan "contro il genocidio e l'occupazione in Palestina". Nell'ambito dello sciopero, che ha coinvolto tutto il Paese, si sono tenute manifestazioni di massa in grandi città come la capitale Madrid, Barcellona e Bilbao. Inoltre, anche gli studenti universitari hanno annunciato un'astensione dalle lezioni.
Negli attacchi portati avanti da Israele da 356 giorni, il bilancio delle vittime a Gaza ha raggiunto quota 41.534. Sottolineando che questi attacchi, ormai prossimi a compiere un anno, hanno raggiunto una dimensione "intollerabile", i sindacati e le ONG hanno esortato il governo spagnolo a "interrompere urgentemente le relazioni diplomatiche, commerciali e militari per evitare di essere complice della pulizia etnica perpetrata da Israele".
Nel quadro dello sciopero, si sono svolte azioni di protesta in diversi luoghi, in particolare davanti alle fabbriche che producono materiale bellico e davanti al Ministero degli Esteri a Madrid. Carmen Arnaiz, segretaria delle attività sociali della Confederazione Generale del Lavoro (CGT), ha dichiarato: "Abbiamo organizzato questa azione per sostenere le richieste dei lavoratori palestinesi. Lo sciopero generale è la forma di protesta più incisiva che possiamo attuare e, sebbene simbolico, riveste un significato enorme".
Arnaiz ha sottolineato che il messaggio che intendono inviare al governo spagnolo e al mondo intero è quello di interrompere ogni relazione con Israele. "Israele viola il diritto internazionale e i diritti umani. Il primo passo deve essere l'interruzione dei rapporti con questo governo. Inoltre, è necessario porre sotto controllo l'esportazione di armi", ha affermato.
Affermando che le manifestazioni di sostegno alla Palestina devono continuare in tutto il mondo, Arnaiz ha aggiunto: "Dobbiamo impedire che l'uccisione di migliaia di civili venga normalizzata".
Inoltre, riguardo ai divieti imposti alle manifestazioni pro-Palestina in alcuni Paesi europei come Germania, Francia, Regno Unito e Italia, Arnaiz ha commentato: "Questo deve essere definito fascismo. Vietare il diritto di protesta rappresenta un grande dilemma per l'Europa. È inaccettabile che in Germania un bambino subisca violenza solo perché portava una bandiera palestinese. Ci aspettiamo che la società civile europea reagisca contro tali divieti".