Reazione dell'Iran alle dichiarazioni di Hegseth: 'Equivalgono a crimini di guerra', vietate dal diritto internazionale
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reagito all'espressione "nessuna pietà, nessun prigioniero" (no quarter) utilizzata dal segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth in merito alle operazioni contro l'Iran. Affermando che ciò è contrario al diritto internazionale, Araghchi ha consigliato a Hegseth di rileggere la Convenzione dell'Aia e lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.
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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reagito all'espressione "nessuna pietà, nessun prigioniero" (no quarter) utilizzata dal segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth in merito alle operazioni militari contro l'Iran. In un post sul suo account social, Araghchi ha dichiarato: "Quando il segretario alla Difesa degli Stati Uniti dichiara 'no quarter', non sta mostrando forza. Ciò dimostra un fallimento morale e un'ignoranza del diritto dei conflitti armati".
Ricordando a Hegseth le norme del diritto internazionale, Araghchi ha aggiunto: "Gli consigliamo di rileggere la Convenzione dell'Aia e lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, a meno che non intenda unirsi a Netanyahu come criminale di guerra".
La dichiarazione di Hegseth sul "no quarter" è diventata oggetto di dibattito
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, durante una conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi al Pentagono, aveva rilasciato dichiarazioni sulle operazioni contro l'Iran affermando: "Manterremo la pressione, continueremo ad avanzare. Per i nostri nemici, nessuna pietà, nessun prigioniero (no quarter)". Questa espressione, nota nella terminologia militare come "no quarter", implica che i soldati che si arrendono non verranno fatti prigionieri; per questo motivo è finita al centro delle critiche negli ambienti del diritto internazionale, con diversi giuristi e politici che hanno sottolineato come le parole di Hegseth possano avere gravi conseguenze sotto il profilo del diritto bellico.
Vietato dal diritto internazionale
Mentre il diritto internazionale umanitario vieta l'uccisione di soldati che si arrendono, la Convenzione dell'Aia del 1907 include esplicitamente la dichiarazione di "no quarter" tra gli atti proibiti. Inoltre, nello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI), l'uccisione di persone che si sono arrese o che sono fuori combattimento è considerata un crimine di guerra.
Richiamato l'appello di Trump
D'altra parte, le parole di Hegseth hanno anche sollevato valutazioni sul fatto che esse contraddicano la recente dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump, il quale aveva invitato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l'esercito iraniano e le forze di polizia a deporre le armi, affermando: "Deponete le armi e otterrete l'immunità totale".