Reazione di Russia e Cina all'annuncio degli USA sulle armi spaziali

L'affermazione del ministro statunitense Troy Meink sulla presenza di un'arma in orbita ha riportato al centro del dibattito la questione della militarizzazione dello spazio.

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Il ministro dell'Aeronautica degli Stati Uniti, Troy Meink, ha annunciato che gli USA hanno dispiegato un'arma spaziale in orbita. Meink non ha fornito dettagli sulla natura dell'arma, sulla data del suo posizionamento, sulle modalità di utilizzo o sulla sua capacità tecnica.

Meink ha sostenuto che tale capacità è necessaria per proteggere le forze statunitensi da "azioni ostili". Secondo quanto riportato dalla BBC, Meink ha inoltre affermato che alcuni rivali, di cui non ha fatto il nome, stanno cercando di neutralizzare i sistemi di rilevamento e di comando e controllo degli Stati Uniti.

L'annuncio giunge in un momento in cui si discute dei piani di Washington per aumentare le proprie capacità militari nello spazio. Funzionari militari statunitensi avevano precedentemente ipotizzato che Russia e Cina stessero sviluppando metodi per attaccare o disattivare i satelliti statunitensi in caso di un eventuale conflitto.

REAZIONI DA PECHINO E MOSCA

La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, in una dichiarazione rilasciata all'AFP, ha sottolineato l'importanza dell'uso pacifico dello spazio. Guo ha affermato: "La Cina si impegna da tempo per l'uso pacifico dello spazio e per garantire la sicurezza spaziale... Invitiamo gli Stati Uniti a smettere di trasferire le proprie competenze militari nello spazio e di prepararsi a una guerra spaziale".

Anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Mariya Zaharova, ha criticato Washington. Zaharova ha dichiarato che eventuali conflitti armati nello spazio potrebbero avere conseguenze "catastrofiche" per l'umanità, aggiungendo: "È necessario adottare urgentemente misure concrete per prevenire una corsa agli armamenti nello spazio".

L'amministrazione di Donald Trump considera le capacità basate nello spazio come uno degli elementi critici del sistema di difesa "Cupola d'Oro", che mira a proteggere gli Stati Uniti da missili e altre minacce aeree. In questo contesto, vengono mantenute all'ordine del giorno opzioni di difesa basate nello spazio, inclusi i missili intercettori.

L'uso dello spazio per scopi militari è da tempo al centro dei dibattiti sulla sicurezza internazionale. Un trattato internazionale del 1967 vieta il posizionamento di armi di distruzione di massa in orbita; tuttavia, la competizione tra le grandi potenze continua riguardo alle attività militari al di fuori di tale accordo.

La Forza Spaziale degli Stati Uniti è stata istituita nel 2019 con l'obiettivo di proteggere le risorse statunitensi nello spazio. Con un decreto firmato nel 2025, è stato specificato che la definizione dei compiti dell'istituzione non si limita più alla sola difesa, ma è stata ampliata per includere anche capacità offensive.

Gli Stati Uniti sostengono che Russia e Cina vedano lo spazio come un fronte strategico nei conflitti futuri. Mosca e Pechino, dal canto loro, avvertono che le mosse di Washington potrebbero accelerare la corsa agli armamenti nello spazio.