Quali saranno le conseguenze delle decisioni fiscali di Trump? 'L'inizio di una guerra commerciale è ormai inevitabile'

Donald Trump, eletto per la seconda volta presidente degli Stati Uniti, ha annunciato l'imposizione di dazi del 25% su tutti i prodotti provenienti da Messico e Canada, e di un ulteriore 10% su quelli provenienti dalla Cina, con l'obiettivo di garantire la sicurezza delle frontiere e bloccare il traffico di droga verso il Paese. Sinan Ülgen, direttore del Centro di studi economici e di politica estera (EDAM), ha commentato per 12punto questa dichiarazione che rischia di innescare una guerra commerciale.

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Hazal Güven - 12punto.com.tr

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficializzato una decisione che aveva ripetutamente annunciato durante la campagna elettorale. In un post sulla sua piattaforma social Truth Social, Trump ha dichiarato che verranno applicati dazi del 25% su tutti i prodotti in arrivo da Messico e Canada, e un'ulteriore tariffa del 10% sui beni provenienti dalla Cina. Trump ha giustificato la misura come necessaria per contrastare l'ondata migratoria e il traffico di droga verso il Paese.

Sinan Ülgen, direttore del Centro di studi economici e di politica estera (EDAM), ha analizzato per 12punto queste dichiarazioni, che promettono di avere un effetto dirompente sull'economia globale, ricordando le promesse fatte da Trump durante la campagna elettorale. Ülgen ha affermato: “Queste dichiarazioni di Trump non rappresentano una grande sorpresa se si considerano le posizioni espresse durante il periodo elettorale. Già allora, infatti, Trump aveva promesso che, una volta al potere, avrebbe innalzato i dazi sulle importazioni dalla Cina al 60% e introdotto tariffe aggiuntive tra il 10% e il 20% per tutti gli altri partner commerciali”.

‘UNA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI PREVISTI DALLE NORME SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE’

Ülgen ha proseguito la sua analisi:

“Questa dichiarazione costituisce, di fatto, una violazione degli obblighi degli Stati Uniti nei confronti delle norme sul commercio internazionale. I Paesi, infatti, non hanno il diritto o la possibilità legale di aumentare i dazi doganali in modo così unilaterale. Possono farlo solo in presenza di una pressione sulle importazioni e limitatamente a specifici prodotti; il diritto commerciale internazionale lo consente. Trump, invece, ha annunciato l'intenzione di applicare queste misure all'importazione totale. Ciò è in palese contraddizione con gli obblighi assunti dagli Stati Uniti in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Durante la campagna elettorale, Trump aveva giustificato queste misure come una forma di protezionismo volta a tutelare la produzione interna americana. La differenza rispetto all'annuncio di ieri sta nel fatto che ora ha dichiarato di voler agire per un obiettivo politico diretto: utilizzare l'arma delle sanzioni come strumento di pressione per fermare sia il traffico di droga che l'immigrazione illegale da Canada e Messico.”

‘L'INIZIO DI UNA GUERRA COMMERCIALE È ORMAI INEVITABILE’

Commentando le parole di Trump, Sinan Ülgen ha dichiarato che “l'inizio di una guerra commerciale è ormai inevitabile”, aggiungendo:

“Il fatto che la maggiore potenza economica occidentale, che finora è stata tra i fondatori del sistema di Bretton Woods creato dopo la Seconda Guerra Mondiale e che ha contribuito a promuovere e difendere un sistema internazionale multilaterale basato su regole, si allontani così drasticamente da tali principi avrà conseguenze profondissime. L'inizio di una guerra commerciale è ormai inevitabile, a meno che Trump non modifichi queste politiche una volta insediato. La Cina, infatti, sarà costretta a dirottare verso altri mercati le esportazioni che non potranno più entrare negli Stati Uniti, e questo include anche la Turchia. Di conseguenza, regioni come l'Unione Europea saranno spinte ad adottare misure protezionistiche aggiuntive contro la Cina. Ci sarà una reazione contro queste misure americane, contrarie alle regole dell'OMC, e ci ritroveremo coinvolti in una guerra commerciale. La differenza rispetto alle guerre commerciali del passato è che questa fase sarà molto più estesa. In passato, si poteva parlare di conflitti commerciali nati da dispute su determinati settori, con una portata più limitata. Qui non ci sono confini: stiamo parlando di una guerra commerciale su larga scala che coinvolge tutte le economie. Si tratta di un evento estremamente negativo per l'economia mondiale, poiché avrà effetti inflazionistici, creerà rotture nelle catene di approvvigionamento e rappresenterà un grave rischio per il sistema di commercio internazionale multilaterale basato su regole. Purtroppo, questa è la strada che Trump ha aperto.”