Preparativi per una lista nera da parte del presidente USA Trump: ci sono paesi a sorpresa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la sua richiesta di sostegno militare ai paesi europei a causa degli sviluppi nello Stretto di Hormuz. Il nuovo atteggiamento di Washington sta mettendo a dura prova le relazioni con i paesi che negano il loro sostegno, mentre attira l'attenzione la preparazione di una "lista nera".

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Gli Stati Uniti hanno chiesto un contributo concreto ai loro alleati europei per aumentare la loro presenza militare nello Stretto di Hormuz, nel contesto delle tensioni con l'Iran. Nel messaggio inviato alle capitali europee tramite il Segretario generale della NATO Mark Rutte, è stato sottolineato che le sole dichiarazioni di sostegno politico non sono più considerate sufficienti e che viene richiesta una presenza militare diretta.

L'amministrazione statunitense richiede impegni precisi nei prossimi giorni per il dispiegamento di navi da guerra o unità militari nella regione.

Secondo fonti diplomatiche, alcuni paesi europei considerano questa richiesta come un 'ultimatum'. In particolare, la Germania afferma di poter inviare sostegno militare solo dopo l'approvazione delle Nazioni Unite e la dichiarazione di un cessate il fuoco permanente nella regione. Gli Stati Uniti, dal canto loro, sostengono che il ruolo attivo degli alleati europei nello Stretto di Hormuz sia indispensabile per il futuro dell'alleanza.

L'APPLICAZIONE DELLA LISTA NERA DA WASHINGTON

La pressione militare dell'amministrazione Trump non si è limitata solo alle forze navali. Washington sta lavorando a una "lista nera" che include i paesi che sostengono o meno gli Stati Uniti nel contesto della crisi iraniana. In cima a questa lista c'è la Spagna, che ha chiuso il suo spazio aereo ai jet statunitensi. Inoltre, tra i paesi che spiccano nella lista ci sono l'Italia, la Francia e la Svizzera, che hanno imposto restrizioni all'uso delle basi.

Non è ancora chiaro se la Turchia sia nella lista a causa delle basi di cui non ha concesso l'uso. La Germania, pur non avendo imposto restrizioni esplicite sulle basi militari, è finita nel mirino degli Stati Uniti.

Si ritiene che la ragione di questa situazione sia la dichiarazione "Questa non è la nostra guerra", espressa dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius e attribuita al cancelliere Friedrich Merz. L'amministrazione Trump ha interpretato questa espressione come una chiara opposizione, inserendo anche la Germania tra i paesi dissidenti.

NUOVE LINEE DI TENSIONE NELLE RELAZIONI

Gli Stati Uniti sembrano determinati a ottenere sostegno militare dai loro alleati di fronte alla crisi con l'Iran. Questo atteggiamento coercitivo di Washington sta anche rimodellando le relazioni di difesa tra gli Stati Uniti e l'Europa. Questo processo, considerato importante per il futuro della NATO, è destinato a portare all'ordine del giorno nuovi argomenti di discussione all'interno dell'alleanza nel prossimo periodo.