Passo clamoroso in Montenegro dopo l'attacco che ha causato 12 morti: '12 minuti di silenzio, avete le mani sporche di sangue'
Il governo del Montenegro si prepara a introdurre pene severe per chi detiene armi senza licenza, in seguito all'attacco avvenuto ieri nella città di Cettigne, nel sud del Paese, che ha causato la morte di 12 persone.
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Parlando in una conferenza stampa tenutasi dopo la riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza Nazionale nella capitale Podgorica, il Primo Ministro Milojko Spajic ha dichiarato che l'aggressore, Aco Martinovic, responsabile dell'uccisione di 12 persone, era una persona con gravi problemi psicologici.
Annunciando che la legge sulle armi sarà rinnovata, Spajic ha affermato: "Concederemo a chi possiede una licenza per armi tempo fino al 1° gennaio 2026 per sottoporsi a nuovi test psicologici e di sicurezza. Le licenze di coloro che non soddisferanno i requisiti necessari saranno revocate".
Spajic ha riferito che è già in corso la campagna "Rispetta la vita, restituisci la tua arma" rivolta a chi detiene armi illegalmente, aggiungendo che la campagna sarà limitata a 2 mesi e che chi non consegnerà le armi non autorizzate riceverà pene severe.
Affermando che "non avremo pietà per chi continuerà a detenere le proprie armi", Spajic ha sottolineato che l'attacco non è stato commesso per motivi religiosi o nazionalisti.
Secondo le notizie riportate dai media nazionali, il Montenegro occupa il sesto posto al mondo per numero di armi illegali pro capite.
PROTESTA DAVANTI ALL'EDIFICIO DEL GOVERNO
D'altra parte, mentre era in corso la riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, centinaia di persone radunate davanti all'edificio del governo nella capitale hanno chiesto le dimissioni dei responsabili della sicurezza del Paese.
La folla ha esibito cartelli con le scritte "il sistema è marcio", "avete le mani sporche di sangue" e "12 minuti di silenzio".
Jelena Doderovic, che ha partecipato alla manifestazione, ha dichiarato di essere scesa in piazza per la sicurezza dei propri figli, affermando: "Uno di noi avrebbe potuto essere il bersaglio".
Un altro manifestante, Nikola Milic, ha espresso di essere rimasto profondamente colpito da quanto accaduto a Cettigne, valutando che "questa recente tragedia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per il governo".
L'AGGRESSORE HA UCCISO ANCHE SUA SORELLA
Ieri, nella città di Cettigne, il 45enne Aco Martinovic ha ucciso 12 persone e ne ha ferite gravemente altre 4 con un'arma non autorizzata, in seguito a una rissa in un bar.
Martinovic, che ha compiuto l'attacco armato in 5 luoghi diversi della città, si è suicidato dopo essere stato circondato dalla polizia.
È stato riferito che tra le 12 persone uccise dall'aggressore vi erano sua sorella, alcuni parenti e due fratelli di 10 e 13 anni.
Il governo del Montenegro ha proclamato 3 giorni di lutto nazionale a causa dell'attacco.