Netanyahu vuole che vengano denunciati i giornalisti che riportano dettagli sulle riunioni di gabinetto

La stampa israeliana ha riferito che l'ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha richiesto l'avvio di azioni legali contro i giornalisti che pubblicano senza autorizzazione i dettagli delle riunioni del Consiglio dei ministri per la sicurezza e gli affari politici (Gabinetto) di Israele.

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Secondo quanto riportato dall'emittente di Stato israeliana KAN, l'ufficio del Primo Ministro ha chiesto di impedire ai giornalisti di pubblicare i dettagli delle discussioni avvenute durante le riunioni di gabinetto e di avviare procedimenti giudiziari contro coloro che citano tali incontri.

Nel servizio si legge: "D'altra parte, non verrà concessa alcuna immunità ai giornalisti a meno che non sia stata ottenuta l'approvazione della censura editoriale. È emerso che Netanyahu ha iniziato a limitare anche l'autorità di censura".

SARANNO DENUNCIATI COLORO CHE DIVULGANO IL CONTENUTO DELLA RIUNIONE

Il servizio osserva che si prevede che il consulente legale del governo israeliano, Gali Baharav-Miara, si opporrà alla richiesta, sostenendo che non esiste una base legale adeguata per denunciare i giornalisti che citano le riunioni di gabinetto; viene inoltre sottolineato, con riferimento ai ministri presenti, che le azioni legali dovrebbero essere intraprese contro chi fa trapelare le informazioni e non contro i giornalisti che le riportano.

Nell'articolo viene sottolineato che, senza specificare chi vi parteciperà, si terrà presto una riunione sulla questione.

Viene inoltre riportato che "nel novembre 2023, il Primo Ministro israeliano Netanyahu ha chiesto una legge che limiterebbe la discrezionalità della censura militare durante la guerra, il che porterebbe al divieto di pubblicazioni su larga scala".

Il servizio prosegue affermando: "Secondo Netanyahu, l'Unità di Censura Militare approva pubblicazioni che danneggiano la sicurezza dello Stato e Netanyahu è irritato da questa situazione sin dall'inizio dei conflitti. Nel dicembre 2023, Netanyahu ha invitato il Capo di Stato Maggiore Herzi Halevi e i capi delle istituzioni di sicurezza ad agire contro l'Unità di Censura Militare".

Citando una dichiarazione del Sindacato dei Giornalisti Israeliani, l'articolo riporta: "La proposta del Primo Ministro di consentire la denuncia dei giornalisti per le loro legittime pubblicazioni è un chiaro segnale di allarme su un percorso che porta a un grave attacco alla libertà di stampa".

IL FRONTE DI NETANYAHU RIMANE IN SILENZIO

Nella dichiarazione del sindacato si legge quanto segue:

"L'ufficio del Primo Ministro, in un contesto di guerra, utilizzando apparentemente questioni di sicurezza, sta promuovendo un approccio antidemocratico che non ha eguali nei paesi democratici e che danneggerebbe gravemente la libertà di stampa".

Il servizio riporta inoltre che il sindacato ha dichiarato: "Se il Primo Ministro ritiene che ci sia un problema di fughe di notizie (durante le riunioni), dovrebbe occuparsi dei suoi complici (i ministri) e non dei giornalisti che fanno il loro lavoro".

D'altra parte, l'ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito al contenuto del servizio di KAN.