Messaggio alla Turchia da Mazlum Abdi: ci sarà un incontro?

Mazlum Abdi, leader delle ormai sciolte SDF, ha rilasciato dichiarazioni sull'integrazione con Damasco, la preparazione di un nuovo partito, il processo costituzionale e il ruolo della Turchia in Siria.

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Mazlum Abdi, ex leader dell'organizzazione terroristica sciolta SDF e nominato consigliere della Presidenza siriana, ha espresso le sue valutazioni sul processo di integrazione in corso con l'amministrazione di Damasco e sul nuovo corso della Siria. Rispondendo alle domande di Banu Güven su İlke TV, Abdi ha lanciato messaggi riguardanti i preparativi per la costituzione, l'istruzione in lingua curda, la ricerca di una nuova struttura politica e il ruolo della Turchia nella regione.

Abdi ha sostenuto che la nuova struttura statale in Siria non è "chiusa" alla questione della lingua madre, pur ammettendo che in questo ambito permangono ancora seri ostacoli. Pur riconoscendo che i passi compiuti verso l'istruzione in curdo sono rimasti al di sotto delle aspettative attuali, Abdi ha affermato che, nonostante ciò, è stato compiuto un passo mai intrapreso prima nella storia siriana.


Affermando che non esiste ancora un calendario chiaro per la nuova costituzione, Abdi ha espresso l'opinione che, in base alle informazioni ricevute, la Commissione per la preparazione della Costituzione potrebbe essere formata entro i prossimi due o tre mesi. Abdi ha dichiarato di volere che anche i rappresentanti curdi facciano parte della commissione e che le richieste del popolo curdo si riflettano nella costituzione.

MESSAGGIO ALLA TURCHIA

Sottolineando che l'influenza della Turchia in Siria è aumentata, Abdi ha affermato che Ankara può svolgere un ruolo nei capitoli economici e politici della ricostruzione del Paese. Abdi ha dichiarato: "Il nostro obiettivo principale qui è che si crei stabilità in questa regione, che ci sia calma. La Turchia avrà un ruolo in termini di sviluppo economico e stabilità qui. Sappiamo che la Turchia ha questo desiderio e noi siamo aperti a questo".

Sostenendo che il processo in corso in Turchia avrà un impatto anche sulla questione curda in Siria, Abdi ha affermato: "Credo che il processo di risoluzione in corso tra İmralı e lo Stato turco avrà un effetto positivo sulla risoluzione della questione curda in Siria".

Affermando che con la fine delle SDF si è creato un vuoto in ambito politico, Abdi ha detto che c'è bisogno di una nuova struttura politica per colmare questo vuoto. Riferendo che i lavori sono in corso, Abdi ha osservato che non è stata ancora presa una decisione definitiva su come si configurerà la struttura e quale sarà il suo nome.

Abdi ha anche parlato della formula secondo cui le donne delle SDF opererebbero come forza antiterrorismo alle dipendenze del Ministero dell'Interno invece che nell'esercito. Affermando che le donne non sono soddisfatte di questa situazione, Abdi ha precisato che, nelle condizioni attuali, ciò è visto come una soluzione accettata per mantenere la propria esistenza.

Rispondendo a una domanda sui combattenti non siriani, Abdi ha detto che questo argomento non è stato ancora discusso tra loro e la Turchia. Abdi ha dichiarato: "Questi combattenti fanno parte del PKK. Questo è un argomento che sarà affrontato tra il PKK e la Turchia". Ha affermato che dal 29 gennaio, data di inizio del processo, centinaia di combattenti hanno lasciato la regione, mentre centinaia sono rimasti.

Sottolineando che la minaccia dell'ISIS non è completamente terminata, Abdi ha affermato che l'organizzazione è ancora in grado di accedere a risorse ideologiche e finanziarie, aggiungendo che è necessario prestare attenzione in Siria. Riguardo alla tensione sull'asse Israele-Siria, ha affermato che è importante che la tensione sia più bassa, ma che il problema potrebbe protrarsi a causa delle regioni occupate.