Membri di Boko Haram escono di prigione: l'annuncio delle autorità nigeriane
Le autorità nigeriane hanno annunciato che centinaia di persone detenute con l'accusa di aver aderito a Boko Haram saranno rilasciate per "insufficienza di prove".
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Il generale dell'esercito nigeriano Edward Buba ha annunciato giovedì che oltre 300 persone sospettate di essere coinvolte nell'insurrezione di Boko Haram in Nigeria saranno rilasciate, dopo che è stato stabilito che non vi sono prove sufficienti per procedere contro di loro.
Il generale di divisione Buba, parlando ai giornalisti nella capitale Abuja, ha dichiarato che i 313 sospettati in custodia saranno consegnati la prossima settimana al governo dello Stato del Borno, nel nord-est del Paese, per il completamento delle procedure, in conformità con le disposizioni dell'Alta Corte della città di Maiduguri.
Buba ha affermato: "Il tribunale ha ordinato il rilascio per insufficienza di prove a seguito della conclusione delle indagini e di altre questioni", senza specificare per quanto tempo i sospettati siano rimasti in detenzione.
COSA SI SA SU BOKO HARAM?
Il movimento Boko Haram, noto per il rapimento di centinaia di studentesse nella città di Chibok, nella regione del Borno, nel 2014, ha compiuto numerosi attacchi su larga scala dal 2009, anno in cui ha dato inizio a un'insurrezione con l'obiettivo di rovesciare il governo e instaurare uno Stato islamico.
Le incursioni transfrontaliere del gruppo militante hanno portato, circa dieci anni fa, alla creazione della 'Multinational Joint Task Force', una coalizione militare composta da Camerun, Ciad, Niger, Nigeria e Benin. Secondo l'ONU, gli insorti hanno ucciso migliaia di persone e causato lo sfollamento di oltre 2 milioni di individui solo in Nigeria.
La Nigeria, il Paese più popoloso dell'Africa, sta attuando diverse strategie di lotta al terrorismo, incluso un programma di amnistia per i jihadisti che si arrendono volontariamente. I 'terroristi pentiti' vengono sottoposti a un percorso di riabilitazione prima di essere reintegrati nella società.
Lo scorso luglio, è stato riferito che il capo di Stato Maggiore della Difesa nigeriano, Taoreed Lagbaja, ha criticato il piano di amnistia, sostenendo che esso permetterebbe ai criminali di riorganizzarsi per compiere ulteriori attacchi nel travagliato Paese.