Maxi multa per l'ex presidente USA Trump nel processo per 'frode immobiliare'

L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato condannato a pagare una multa di 354,9 milioni di dollari nel processo che lo vedeva imputato, insieme ai suoi figli e alle sue aziende, per aver "truffato per anni numerose persone e istituzioni nel settore immobiliare".

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Il giudice Arthur Engoron ha annunciato la sua sentenza in merito al caso che ha occupato a lungo l'opinione pubblica.

Engoron ha inflitto a Trump una multa di 354,9 milioni di dollari per "pratiche fraudolente nel settore immobiliare", 4 milioni di dollari ciascuno ai suoi figli Donald Trump Jr. ed Eric Trump, e 1 milione di dollari all'ex direttore finanziario della società.

Oltre alla sanzione pecuniaria totale di 364 milioni di dollari, a Trump è stato imposto un divieto di tre anni, e ai suoi figli di due anni, di ricoprire ruoli dirigenziali nelle loro aziende a New York e di ottenere prestiti dalle banche.

Trump ha partecipato ripetutamente alle udienze, in corso a New York dal 2 ottobre 2023, nonostante non fosse obbligato a farlo, respingendo le accuse e sostenendo che il processo fosse "politicamente motivato".

IL PROCESSO PER FRODE

Il procuratore generale di New York, Letitia James, nell'atto d'accusa in cui sosteneva che Trump, i suoi tre figli e la sua azienda avessero gonfiato il patrimonio di 3,6 miliardi di dollari, aveva chiesto al giudice di vietare a Trump e ai suoi figli di fondare società a New York, di acquistare immobili commerciali per 5 anni e di condannarli a una multa di 370 milioni di dollari.

Il giudice Arthur Engoron aveva stabilito che le accuse secondo cui l'ex presidente Trump e la sua società, la "Trump Organization", avessero truffato banche, assicuratori e uomini d'affari sovrastimando i propri asset e gonfiando il patrimonio netto nei documenti relativi agli accordi e ai finanziamenti, dovessero essere esaminate in tribunale.

Nella sua sentenza di 35 pagine, Engoron ha affermato che Trump, la sua azienda e i suoi dirigenti hanno mentito sistematicamente sulla loro situazione finanziaria annuale per ottenere prestiti a condizioni favorevoli e premi assicurativi più bassi.

Le udienze, iniziate il 2 ottobre 2023, si sono concluse con le arringhe finali dell'11 gennaio.