Madagascar, 6 candidati alla presidenza boicottano le elezioni
In Madagascar, 6 candidati le cui candidature sono state approvate per le elezioni presidenziali del 16 novembre hanno lanciato un appello a boicottare il voto.
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Rilasciando dichiarazioni alla stampa locale, il collettivo formato dai 6 candidati ha invitato la popolazione a non recarsi alle urne per le elezioni che si terranno il 16 novembre.
L'OPPOSIZIONE SI UNISCE COMPATTA
Il collettivo ha condannato la candidatura dell'ex presidente Andry Rajoelina, annunciando che i suoi membri non parteciperanno al voto. La scorsa settimana, anche la camera bassa del Parlamento del Madagascar aveva proposto il rinvio delle elezioni, temendo che la tensione tra i candidati alla presidenza e Rajoelina potesse estendersi a tutto il Paese. Sempre la scorsa settimana, circa 60 organizzazioni della società civile e sindacati del Paese avevano avvertito che lo svolgimento delle elezioni avrebbe potuto aggravare la crisi politica.
Il portavoce del presidente Rajoelina, che si è dimesso per potersi candidare, aveva dichiarato di non vedere di buon occhio la richiesta di rinvio.
La Corte Costituzionale del Madagascar aveva rinviato il primo turno delle elezioni presidenziali dal 9 al 16 novembre, a causa del ferimento all'occhio del candidato alla presidenza Andry Raobelina durante una protesta contro la candidatura di Rajoelina. In caso di mancato raggiungimento della maggioranza necessaria al primo turno, il secondo turno delle elezioni si terrà il 20 dicembre.
L'ACCUSA DI ''COLPO DI STATO ISTITUZIONALE''
La candidatura di Andry Rajoelina, dimessosi dalla carica per correre alla presidenza, è da tempo oggetto di dibattito nel Paese.
11 candidati, tra cui gli ex presidenti Marc Ravalomanana e Hery Rajaonarimampianina, avevano presentato ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere l'annullamento della candidatura di Rajoelina, accusandolo di aver compiuto un "colpo di stato istituzionale" e sostenendo che non potesse candidarsi in quanto cittadino francese.
Per rendere valida la sua candidatura, Rajoelina ha lasciato la carica di presidente il 10 settembre, annunciando che il governo guidato dal primo ministro Christian Ntsay avrebbe assunto l'interim della carica.
Secondo la Costituzione del Madagascar, quando un presidente lascia l'incarico per vari motivi, la carica deve essere assunta ad interim dal presidente del Senato. Gli 11 candidati, opponendosi al fatto che il governo assumesse l'interim della presidenza in quanto ritenuto incostituzionale, hanno iniziato a organizzare manifestazioni di piazza dall'inizio di ottobre contro la candidatura di Rajoelina.