Limitazioni alle procedure di espulsione dell'amministrazione Trump
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato la pratica dell'amministrazione di Donald Trump di utilizzare poteri di guerra per espellere rapidamente alcuni immigrati irregolari.
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La decisione critica della Corte Suprema, presa con 7 voti favorevoli e 2 contrari, si è distinta come un passo che limiterà parzialmente gli sforzi dell'amministrazione Trump di espellere gli immigrati irregolari.
La Corte ha stabilito che la mossa dell'amministrazione Trump di espellere gli immigrati irregolari ai sensi dell'Alien Enemies Act del 1798 è contraria alla legge pertinente e ha sospeso l'operazione.
In questo modo, la Corte ha indicato che l'amministrazione Trump, che voleva espellere più rapidamente dal Paese gli immigrati irregolari arrivati negli Stati Uniti utilizzando la suddetta legge, deve agire in conformità con i processi legali relativi agli immigrati.
La Corte Suprema ha rinviato il caso alla Corte d'Appello del 5° Circuito con sede a New Orleans per un nuovo esame.
Un gruppo di immigrati venezuelani arrivati negli Stati Uniti aveva intentato una causa contro l'avvio immediato delle procedure di espulsione da parte delle autorità, sostenendo che si voleva procedere al loro allontanamento ai sensi dell'Alien Enemies Act del 1798, applicabile solo in tempo di guerra.
L'amministrazione statunitense aveva deciso di applicare l'Alien Enemies Act del 1798 per garantire la sicurezza al confine meridionale del Paese e per poter espellere rapidamente gli immigrati irregolari; le discussioni relative a tale decisione erano giunte fino alla Corte Suprema.