Libano, prima violazione sanguinosa dopo 10 giorni di tregua: attacco aereo nella regione della Bekaa

Il silenzio della tregua in Libano è stato interrotto da un attacco israeliano. Dopo l'attacco vicino al fiume Litani, che ha causato la morte di una persona, Hezbollah ha avviato una rappresaglia, facendo salire nuovamente la tensione nella regione.

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Secondo le informazioni riportate dall'agenzia di stampa ufficiale libanese NNA, Israele ha attaccato nuovamente il Libano nonostante il cessate il fuoco.

L'attacco è avvenuto nelle prime ore del mattino a circa 40 chilometri a sud-est della capitale Beirut, vicino al fiume Litani, un'area di importanza strategica.

È stato riferito che l'attacco aereo ha causato danni a civili e elementi locali nella regione.

ACCUSE RECIPROCHE DI VIOLAZIONE

In seguito all'attacco, Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi verso le regioni settentrionali di Israele per rappresaglia, sostenendo che Israele abbia violato direttamente le condizioni del cessate il fuoco. La parte israeliana, dal canto suo, considera gli attacchi nell'ambito della "legittima difesa". L'ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha accusato Hezbollah di essere la vera parte che ha infranto l'accordo di tregua, ritenendo l'organizzazione responsabile.

L'INCERTEZZA SULLA "LEGITTIMA DIFESA" NELL'ACCORDO

L'accordo di 10 giorni, entrato in vigore la scorsa settimana e volto a mantenere le parti al tavolo delle trattative, riconosce a Israele il "diritto di adottare tutte le misure di legittima difesa necessarie contro attacchi pianificati o in corso". La flessibilità di questa clausola, pur fornendo una base legale per la continuazione delle attività militari sul campo, mette a rischio la stabilità della tregua.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), in un annuncio fatto il giorno prima dell'attacco, avevano diramato un avviso ai civili affinché si tenessero lontani dalle aree circostanti il fiume Litani, Wadi al-Saluki e Wadi al-Salhani, citando le "attività in corso di Hezbollah".