Le proteste degli agricoltori scatenano una crisi del 'pomodoro' tra due Paesi

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha invitato in Spagna l'ex ministra francese dell'Ecologia Ségolène Royal, che aveva definito i pomodori prodotti in Spagna "immangiabili", affinché possa assaggiarli.

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Le proteste degli agricoltori, che durano da giorni in Europa, si sono trasformate in una disputa politica tra Francia e Spagna incentrata sui "pomodori".

Le dichiarazioni dell'ex ministra francese dell'Ecologia Ségolène Royal, che durante un programma televisivo questa settimana ha definito i pomodori prodotti in Spagna "immangiabili" e "falsi biologici", insieme alle accuse del primo ministro francese Gabriel Attal, che ha incolpato la Spagna di "creare una concorrenza sleale consentendo la coltivazione di prodotti agricoli non salutari", hanno scatenato la polemica.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, sostenendo che le critiche rivolte ai prodotti agricoli spagnoli siano "infondate", ha dichiarato che inviterà l'ex ministra francese Royal "in Spagna per assaggiare i pomodori che finora non ha avuto la possibilità di provare".

Sanchez ha affermato: "Quando li assaggerà, vedrà che i pomodori spagnoli non hanno rivali, non hanno rivali".

Gli agricoltori francesi, che da giorni manifestano nel loro Paese e recentemente a Bruxelles chiedendo una modifica della politica agricola dell'Unione Europea (UE), l'imposizione di restrizioni e controlli sui prodotti provenienti da Paesi extra-UE, e un aumento dei prezzi e dei salari in linea con l'inflazione, lamentando che i prodotti che lasciano i campi arrivano sugli scaffali a prezzi moltiplicati, avevano preso di mira anche i prodotti spagnoli e italiani nelle loro proteste.

Secondo le statistiche, la Francia importa il 40% del suo consumo annuo di frutta e verdura da Spagna e Italia, e gli agricoltori accusano questi due Paesi di "concorrenza sleale".

GLI AGRICOLTORI CONTINUERANNO LE PROTESTE

D'altra parte, gli agricoltori in Spagna, che hanno iniziato piccole manifestazioni per motivi simili a quelli dei colleghi francesi, hanno deciso di continuare le loro proteste dopo l'incontro odierno con il ministro spagnolo dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione, Luis Planas.

Gli agricoltori, non convinti dal ministro Planas, hanno annunciato che bloccheranno le strade con i trattori in Catalogna il 13 febbraio e nella capitale Madrid il 21 febbraio.