Le parole "Gesù Cristo non ha prevalso su Gengis Khan" scatenano il caos: Netanyahu si difende

Le dichiarazioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu su Gesù Cristo durante un discorso pubblico hanno suscitato polemiche, spingendolo a difendersi dalle critiche e a precisare che le sue parole sono state fraintese.

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Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, durante un discorso televisivo sulla guerra contro l'Iran, ha citato Gesù Cristo affermando: "La storia purtroppo dimostra che Gesù Cristo non ha prevalso su Gengis Khan. Perché se sei abbastanza forte, abbastanza spietato e abbastanza potente, il male può sconfiggere il bene. L'aggressione può schiacciare la moderazione". Queste dichiarazioni sono state rapidamente criticate da numerosi utenti sui social media, diventando oggetto di dibattito.

ARRIVA LA PRECISAZIONE DOPO LE POLEMICHE

In seguito al crescere delle reazioni, il Primo Ministro Netanyahu ha pubblicato una dichiarazione in inglese sulla piattaforma social X, affermando che le sue parole sono state fraintese. Netanyahu ha dichiarato: "Non ho sminuito Gesù Cristo", sostenendo che le espressioni citate appartenevano in realtà allo storico Will Durant. "Durant, un fervente ammiratore di Gesù Cristo, ha espresso che la moralità da sola non è sufficiente a garantire la sopravvivenza", ha affermato Netanyahu, sottolineando che la sua intenzione non era quella di sminuire alcun valore religioso o persona.

Nella stessa dichiarazione si leggeva anche: "Una civiltà moralmente superiore, se non possiede la forza per difendersi, può comunque essere distrutta di fronte a un nemico spietato". Netanyahu ha concluso il suo messaggio dicendo: "Non c'era alcun intento offensivo".

LE REAZIONI NON SI SONO FATTE ATTENDERE

Queste espressioni di Netanyahu hanno avuto risonanza non solo in Israele, ma anche a livello internazionale. L'imprenditore con sede a Dubai Mario Nawfal, che vanta un vasto seguito sulla piattaforma X, ha criticato il Primo Ministro, affermando che le parole di Netanyahu hanno creato una nuova controversia in un momento in cui Israele sta affrontando una difficile battaglia d'immagine a livello globale.