La sentenza sul caso della morte di Maradona è attesa per agosto
Si avvicina la conclusione del processo contro i sette operatori sanitari accusati per la morte di Diego Maradona, avvenuta nel 2020.
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Si avvicina la fase finale del processo contro i sette operatori sanitari accusati di negligenza in relazione alla morte della leggenda del calcio argentino Diego Maradona. Il verdetto del processo, che si sta svolgendo a San Isidro, a nord di Buenos Aires, è atteso per il mese di agosto.
Il processo, iniziato il 14 aprile, ha previsto due udienze a settimana. Finora si sono tenute oltre 25 sessioni, durante le quali sono state raccolte le testimonianze di circa 70 persone, tra testimoni e imputati. Tra gli accusati figurano medici, uno psichiatra, uno psicologo e infermieri.
Maradona è deceduto il 25 novembre 2020 nella casa in cui stava seguendo un trattamento dopo un intervento chirurgico al cervello. Le accuse riguardanti l'inadeguatezza delle condizioni di assistenza medica all'interno dell'abitazione sono state uno dei punti centrali del dibattimento.
MOMENTI DI TENSIONE DURANTE LE UDIENZE
Leopoldo Luque, medico personale di Maradona e principale imputato nel processo, ha partecipato alle udienze presentando registrazioni audio e articoli scientifici. Durante una sessione, Luque ha mostrato immagini dell'autopsia di Maradona, provocando la reazione della figlia del calciatore, Giannina Maradona, presente in aula, il che ha portato alla sospensione dell'udienza.
Luque ha sostenuto di non essersi accorto della presenza di Giannina Maradona in aula prima di proiettare le immagini. Tuttavia, è stato riferito che la famiglia Maradona non ha ritenuto credibile tale spiegazione.
Durante il processo si sono verificati anche frequenti e accesi scontri tra gli avvocati. La tensione tra Fernando Burlando, legale delle figlie di Maradona, e Francisco Oneto, avvocato di Luque, è trascesa anche fuori dall'aula di tribunale. È stato riferito che pubblici ministeri e agenti di polizia sono dovuti intervenire per prevenire un possibile scontro fisico.
Il presidente della corte, Alberto Gaig, ha espresso il proprio disappunto per il comportamento delle parti, dichiarando che non è possibile lavorare in tali condizioni.
Tra le prove più significative del processo figura un plastico della casa in cui Maradona è deceduto. Il modello, largo circa due metri e realizzato dagli studenti dell'Università di Belgrano, è stato portato in aula per esaminare la disposizione della stanza, la collocazione delle attrezzature mediche e le condizioni in cui è stato effettuato l'intervento.
Questo processo sulla morte di Maradona rappresenta la seconda volta in cui il caso viene discusso in tribunale. Il primo processo, iniziato nel 2025, era stato annullato dopo che era emerso che uno dei giudici del collegio aveva partecipato alla realizzazione di un documentario sul caso all'insaputa delle parti.