La risposta di Meloni alle domande su Trump: “Non mi pento di nulla di ciò che ho fatto”

La premier italiana Giorgia Meloni, dopo il vertice NATO di Ankara, ha lanciato messaggi su difesa, Iran, Ucraina e sui suoi rapporti con Trump.

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La premier italiana Giorgia Meloni, in seguito al 36° Vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO tenutosi presso il Complesso Presidenziale, ha dichiarato di essere consapevole delle sfide che l'Alleanza deve affrontare e di avere la volontà di rafforzarla.

Meloni ha precisato che l'Italia destina il 2,8% del proprio prodotto interno lordo alle spese per la difesa e la sicurezza, sottolineando che rispetteranno gli impegni presi in ambito NATO, ma che ciò avverrà in un quadro “sostenibile”. La premier italiana ha affermato che saranno loro a determinare tempi, metodi e priorità.

Nella sua valutazione sulla sicurezza europea, Meloni ha dichiarato: “È giunto il momento che l'Europa garantisca la propria sicurezza da sola. Non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno. Pertanto, si tratta di una questione di sovranità”.

Meloni ha valutato i temi della difesa e della politica estera dopo il vertice di Ankara.

Affrontando le voci su un possibile ritiro delle truppe statunitensi dall'Europa, Meloni ha detto che in questa fase non è stata loro notificata alcuna comunicazione ufficiale. Sul fronte del sostegno all'Ucraina, ha riferito che l'Italia sta valutando di continuare a fornire aiuti militari e che il Ministro della Difesa Guido Crosetto sta effettuando le dovute valutazioni in merito.

DOMANDE SU IRAN E TRUMP

Meloni ha espresso “grande preoccupazione” per la crisi in Iran. Affermando che non si può escludere la possibilità che la tensione nella regione si estenda ad altre aree, la premier italiana ha sottolineato di essere pronta ad adottare i passi necessari in Parlamento riguardo alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Rispondendo a una domanda sulla tensione tra Stati Uniti e Iran, Meloni ha espresso la speranza in una possibilità di negoziato, dichiarando: “Credo che finora l'opzione militare non abbia portato risultati concreti. Penso che si debba insistere sui negoziati”.

Meloni ha risposto “non mi pento” alle domande sul suo rapporto con Trump.

Anche le domande sui suoi rapporti con Trump sono state tra i temi salienti della conferenza stampa. A Meloni, a cui sono stati ricordati i post e le precedenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti su di lei, ha risposto: “Avevo già precisato che non sarei tornata su quell'argomento”.

Meloni ha affermato di non aver cambiato atteggiamento riguardo ai suoi contatti politici con Trump.

Alla domanda se si pentisse dell'investimento politico fatto nei rapporti con Trump, Meloni ha risposto: “Non mi pento di nulla di ciò che ho fatto. Ho fatto quell'investimento politico con la convinzione nell'unità dell'Occidente”. Meloni ha aggiunto che questo approccio non è una strategia speciale iniziata con l'insediamento di Trump, ma una linea generale rivolta a tutti i suoi interlocutori.

Rispondendo anche alla domanda se ci fosse un cambiamento nella decisione dell'Italia di non partecipare agli attacchi contro l'Iran, Meloni ha dichiarato: “Non prendiamo una decisione un giorno per cambiarla il giorno dopo. Rispettiamo i nostri impegni come fanno gli Stati seri. Abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi contro l'Iran e non abbiamo partecipato agli attacchi”.

Meloni ha inoltre affermato che il fatto che il nuovo round di negoziati tra Israele e Libano si terrà a Roma la prossima settimana dimostra la fiducia riposta nell'Italia. Ricordando che il mandato dell'UNIFIL scadrà nel 2026, Meloni ha precisato che stanno lavorando a livello tecnico con la Francia su un'idea di coalizione per il periodo successivo alla missione e che hanno discusso la questione anche con il Presidente Recep Tayyip Erdoğan.