La prima dichiarazione dell'Ucraina sull'attacco in Russia
Il Ministero degli Esteri ucraino ha dichiarato di respingere le accuse riguardanti un presunto coinvolgimento dell'Ucraina nell'attacco terroristico avvenuto presso la sala concerti "Crocus City Hall" a Mosca, capitale della Russia.
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Nella dichiarazione scritta rilasciata dal Ministero, è stata espressa una reazione alle affermazioni di alcuni funzionari russi secondo cui l'Ucraina sarebbe coinvolta nel suddetto attacco terroristico.
Nella nota del Ministero si legge quanto segue:
"Il Ministero degli Esteri ucraino respinge categoricamente le accuse dei funzionari russi riguardo a un presunto coinvolgimento dell'Ucraina nell'attacco armato alla sala concerti Crocus City Hall, vicino a Mosca."
Nella dichiarazione, in cui le accuse contro il proprio Paese vengono definite una "provocazione del Cremlino", è stato inoltre affermato:
"Consideriamo tali accuse come una provocazione pianificata dal Cremlino con l'obiettivo di alimentare ulteriormente l'isteria anti-ucraina nella società russa, creare le condizioni per una maggiore mobilitazione dei cittadini russi al fine di partecipare all'aggressione criminale contro il nostro Stato e screditare l'Ucraina agli occhi della Russia."
Nella dichiarazione, in cui i servizi segreti russi sono stati accusati di essere stati in passato gli organizzatori di "provocazioni sanguinose" nel Paese, è stata fatta la seguente valutazione: "La dittatura di Putin non ha linee rosse. Proprio come ha ucciso migliaia di civili ucraini a causa di attacchi missilistici, bombardamenti di artiglieria e torture nella guerra contro l'Ucraina, è pronta a uccidere anche i propri cittadini per scopi politici."
Il Ministero ha invitato la comunità internazionale a sostenere l'Ucraina.