La mossa del Pentagono per un esercito basato sull'intelligenza artificiale

Il Pentagono ha siglato accordi incentrati sull'intelligenza artificiale con aziende tra cui OpenAI, Google, NVIDIA, Microsoft, Amazon e SpaceX.

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La nuova iniziativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è stata registrata come l'inizio di una trasformazione significativa nella tecnologia militare. Nell'ambito degli accordi raggiunti, è stato riferito che i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati per uso civile saranno integrati nelle infrastrutture più critiche dell'esercito.

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE VIENE TRASFERITA AI LIVELLI DI MASSIMA RISERVATEZZA

Secondo gli sviluppi provenienti da Washington, i nuovi sistemi saranno utilizzati nelle reti con il più alto livello di sicurezza, note come Impact Level 6 e 7. Queste infrastrutture sono definite come sistemi chiusi in cui vengono elaborate le informazioni militari più sensibili, inclusi i dati nucleari.

È stato sottolineato che tra le aziende che non partecipano al progetto, la più degna di nota è Anthropic. È stato riferito che l'azienda, sviluppatrice del modello Claude, non ha accettato le richieste di accesso illimitato per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei sistemi d'arma autonomi e nelle attività di sorveglianza interna. È stata inoltre richiamata l'attenzione sui procedimenti legali in corso tra l'azienda e il ministero.

DAI DATI AGLI OBIETTIVI: L'IPOTESI DI UNA RETE DI SORVEGLIANZA

È stato precisato che l'integrazione dell'intelligenza artificiale non si limita solo all'hardware militare, ma si distingue anche per la sua capacità di elaborazione dei dati. È stato affermato che, grazie ai software di Palantir Technologies, le cartelle cliniche, i dati di comunicazione, le immagini satellitari e i movimenti finanziari vengono centralizzati, creando una rete di monitoraggio ad ampio raggio.

Sono emersi vari esempi riguardanti gli effetti di questi sistemi sul campo. Sono state sollevate accuse secondo cui il bombardamento di una scuola elementare in Iran sarebbe collegato a un'errata interpretazione di vecchi dati satellitari da parte dell'intelligenza artificiale. Inoltre, nonostante la dichiarazione del Pentagono secondo cui "la decisione finale spetta all'uomo", la questione di quanto possano essere controllati i suggerimenti offerti dai sistemi che analizzano dati ad alta velocità ha suscitato dibattito.

È stato sostenuto che i sistemi basati sull'intelligenza artificiale vengano utilizzati anche all'interno del Paese. È stato affermato che l'applicazione denominata "ImmigrationOS", sviluppata da Palantir con l'agenzia statunitense per l'immigrazione e il controllo doganale (ICE), venga utilizzata per il monitoraggio degli immigrati e nei processi di espulsione. Sono state condivise valutazioni sul ruolo di questi sistemi in alcune operazioni in Minnesota.

UN MODELLO CHE DALL'AFGHANISTAN ARRIVA A GAZA

È stato riferito che i metodi testati in Afghanistan all'inizio degli anni 2000 analizzavano i movimenti quotidiani degli individui per rilevare "anomalie". È stato inoltre comunicato che lo stesso approccio è stato applicato in regioni come l'Iraq, Gaza e il Venezuela, venendo utilizzato per ragioni di sicurezza.