La Corte Internazionale di Giustizia ha annunciato la decisione su Israele all'Aia
La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha annunciato la decisione in merito alle nuove misure cautelari e alla richiesta di provvedimenti urgenti presentata dalla Repubblica del Sudafrica contro Israele.
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La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) si è pronunciata sulla richiesta del Sudafrica di fermare gli attacchi di Israele nella città di Rafah, a Gaza.
I dettagli della decisione sono i seguenti:
Nella dichiarazione letta durante l'udienza pubblica dal Presidente della Corte, il giudice libanese Nawaf Salam, è stato affermato che "Israele ha causato la morte di troppe persone a Gaza".
Il giudice Salam ha dichiarato: "A causa degli attacchi di Israele, secondo i dati delle Nazioni Unite al 18 maggio, 800 mila civili sono stati sfollati a Rafah. La situazione a Rafah è ormai da considerarsi una catastrofe umanitaria. Israele deve adempiere alle proprie responsabilità."
Il giudice Salam ha stabilito che le misure precedentemente adottate non sono sufficienti e che Israele deve cessare immediatamente la sua operazione militare. Salam ha precisato che è stato ordinato a Israele di presentare alla CIG, entro un mese, un rapporto sull'attuazione delle misure richieste dalla Repubblica del Sudafrica.
Annunciando la decisione della Corte, Salam ha affermato: "Israele deve interrompere immediatamente le sue offensive militari e qualsiasi altra azione che possa portare a condizioni di vita tali da causare la distruzione, anche parziale, dei palestinesi".
Affermando che "Israele ha bombardato Rafah per settimane e le infrastrutture sono sull'orlo della distruzione", Salam ha richiesto l'attuazione immediata e urgente delle misure provvisorie, adottate con 13 voti favorevoli e 2 contrari.
La CIG, con 13 voti favorevoli e 2 contrari, ha richiesto che il valico di frontiera di Rafah venga mantenuto aperto e che gli aiuti umanitari vengano fatti transitare attraverso di esso.
Salam ha dichiarato: "Israele deve mantenere aperto il valico di frontiera di Rafah per consentire la fornitura senza ostacoli dei servizi e degli aiuti umanitari urgentemente necessari (a Gaza)".