La coalizione a guida USA completa la sua missione militare in Iraq il 30 settembre
Le autorità irachene hanno annunciato che il processo di ritiro delle forze statunitensi e della coalizione internazionale si concluderà il 30 settembre.
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È stata fissata al 30 settembre la soglia critica per il processo relativo alla presenza militare della coalizione internazionale a guida USA in Iraq. Il portavoce del Comando delle Forze Armate irachene, Sabah en-Numan, ha comunicato che il processo di ritiro delle forze statunitensi e degli elementi della coalizione dal Paese si concluderà in tale data.
Parlando all'agenzia di stampa ufficiale irachena INA, en-Numan ha dichiarato: “Le forze statunitensi e le forze della coalizione internazionale completeranno il processo di ritiro dall'Iraq il 30 di questo mese. Non ci sono soldati stranieri o basi militari sul territorio iracheno”.
Anche Abulemir eş-Şammari, Direttore dell'Ufficio del Primo Ministro e Comandante delle Forze Armate irachene, aveva annunciato il 26 settembre che il quartier generale delle forze della coalizione a guida USA sarebbe stato chiuso il 30 settembre e che non vi sarebbero state basi militari straniere sul suolo iracheno. Şammari aveva sottolineato che la situazione della sicurezza nel Paese è buona e che le forze irachene hanno assunto il controllo su tutto il territorio nazionale.
LE RELAZIONI DI SICUREZZA PASSERANNO A UN NUOVO QUADRO
Dopo la fine della missione militare della coalizione, non si prevede un'interruzione totale dei contatti di sicurezza tra Baghdad e Washington. Si prevede che la relazione tra i due Paesi proseguirà sulla base di una cooperazione bilaterale in ambiti quali lo scambio di intelligence, il coordinamento e i programmi di armamento.
Questo sviluppo segna il passaggio a una nuova fase della lunga presenza militare iniziata dopo l'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003, volta a rovesciare il regime di Saddam Hussein. Gli Stati Uniti sono stati presenti in Iraq con circa 166 mila soldati fino al dicembre 2011, per poi ritirare le truppe su ordine dell'allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Tuttavia, in seguito all'ascesa dell'ISIS in Iraq il 10 giugno 2014, i soldati statunitensi sono stati nuovamente inviati nel Paese su richiesta dell'allora Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento di Stato americano, in base all'accordo strategico militare firmato nel 2014, in Iraq erano presenti circa 5 mila soldati statunitensi.
AVVERTIMENTO SULLA DIFESA AEREA DAL KRG
Il calendario di ritiro della coalizione ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza anche nel Governo Regionale del Kurdistan (KRG). Il Ministero dei Peshmerga del KRG ha espresso le proprie preoccupazioni, in particolare riguardo alla capacità di difesa aerea. Il Ministero ha riferito che, durante il recente processo di tensione tra Stati Uniti e Iran, la regione è stata soggetta a oltre 1000 attacchi con droni e missili balistici.
Nella dichiarazione si sottolinea che lo spazio aereo del KRG è parte integrante dello spazio aereo nazionale iracheno e si osserva che la protezione di quest'area rientra nelle responsabilità costituzionali del governo federale.
Anche il Primo Ministro del KRG, Nechirvan Barzani, ha avvertito che il ritiro delle forze statunitensi potrebbe lasciare la regione vulnerabile. Barzani ha richiamato l'attenzione sull'insufficienza dei sistemi di difesa aerea nel nord dell'Iraq, ricordando che il vuoto di sicurezza creatosi dopo il ritiro degli Stati Uniti nel 2011 ha gettato le basi per l'ascesa dell'ISIS.
La nota presenza militare degli Stati Uniti in Iraq includeva la base militare Victory situata presso l'aeroporto internazionale di Baghdad e la base di addestramento di Taji, oltre alle basi di Habbaniyah e Ayn al-Asad ad Anbar. I soldati americani sono stati presenti anche nella base aerea di Balad a Salah ad-Din, nella base militare K1 a Kirkuk, nelle basi di Mosul e nella base militare di Qayyarah.
Anche la base aerea di Harir a Erbil e l'aeroporto internazionale di Erbil sono stati tra i punti utilizzati dalle forze statunitensi. L'amministrazione di Washington aveva ampliato la pista della base aerea di Harir, sotto il suo controllo dal 2015, utilizzando attivamente la struttura.
Con la chiusura del quartier generale e dell'assetto delle basi della coalizione in Iraq a partire dal 30 settembre, si prevede che la presenza militare straniera nel Paese lascerà il posto alla responsabilità delle forze irachene e alla cooperazione bilaterale in materia di sicurezza sull'asse Baghdad-Washington.