L'Iran colpisce 5 città israeliane: oltre 200 tra morti e feriti! Le parole di Netanyahu suonano come una confessione

In rappresaglia per l'attacco al sito nucleare di Natanz, l'Iran ha colpito le città israeliane di Arad, Dimona, Eilat, Beer Sheva e Kiryat Gat. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che l'attacco ha causato oltre 200 tra morti e feriti, mentre Netanyahu ha affermato: "Stiamo vivendo una serata molto difficile nella lotta per il nostro futuro".

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Mentre i conflitti innescati dagli attacchi di Stati Uniti e Israele contro Teheran si lasciano alle spalle la terza settimana, la tensione nella regione continua a salire.

ATTACCHI RECIPROCI A OBIETTIVI NUCLEARI

Dopo che il sito nucleare di Natanz è stato preso di mira, l'Iran, nell'ambito delle ritorsioni, ha colpito le città israeliane di Dimona, dove si trova l'impianto nucleare, e Arad.

 

Si sono registrati ingenti danni nei dintorni di Beer Sheva, dove si trova Nevatim, una delle basi aeree più critiche di Israele. A causa dell'impatto delle esplosioni, i muri delle case sono crollati e numerosi alberi sono stati sradicati.

Negli attacchi, effettuati con missili ipersonici Fattah e organizzati in 6 ondate, è stato riferito che almeno 51 persone sono rimaste ferite a Dimona. Ad Arad, invece, è stato annunciato che il numero dei feriti ha raggiunto quota 88.

L'IPOTESI DEL MISSILE A LUNGO RAGGIO

L'esercito israeliano ha annunciato che, per la prima volta dall'inizio della guerra, l'Iran ha utilizzato un missile con una gittata di 4 mila chilometri.

IL MESSAGGIO SULLA "NUOVA FASE"

Dopo l'attacco, il Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf, sostenendo che lo spazio aereo israeliano sia indifeso, ha affermato che il conflitto è entrato in una nuova fase. Ghalibaf ha dichiarato: "Se il regime israeliano non riesce a intercettare i missili nell'area altamente protetta di Dimona, ciò segnalerà operativamente che la guerra è entrata in una nuova fase. I cieli di Israele sono indifesi. Di conseguenza, sembra che sia giunto il momento di attuare i passi successivi precedentemente pianificati".

Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha annunciato che 88 persone sono rimaste ferite ad Arad, 7 delle quali in modo grave.

LA DIFESA AEREA SOTTO ACCUSA

L'esercito israeliano ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea sono entrati in funzione, ma che alcuni missili non sono stati intercettati. È stato riferito che verrà avviata un'indagine sul motivo per cui il missile che ha colpito Dimona non sia stato fermato.

L'ENFASI DI TEHERAN SULLA "RITORSIONE"

La televisione di Stato iraniana ha annunciato che gli attacchi sono stati condotti in risposta alle operazioni contro il sito nucleare di Natanz.

L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha invece comunicato di non aver ricevuto informazioni su danni al centro di ricerca nucleare durante l'attacco.

LA DICHIARAZIONE DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE IRANIANE

L'Unità di Relazioni Pubbliche del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha pubblicato un nuovo comunicato relativo alla 73esima ondata dell'operazione "Vera Promessa 4". Nella dichiarazione, è stato riferito che il nord e il sud di Israele, insieme ad alcune basi militari statunitensi nella regione, sono stati presi di mira da missili e droni kamikaze delle Forze Aerospaziali dell'IRGC. Nel comunicato si legge: "Le strutture militari e i centri di sicurezza nelle regioni di Arad, Dimona, Eilat, Beer Sheva e Kiryat Gat, situate nel sud dei territori occupati, sono stati colpiti con precisione dopo il collasso del sistema di difesa dell'esercito sionista. Inoltre, le basi aeree statunitensi Ali Al-Salem, Al-Minhad e Al Dhafra, situate nella regione, sono state prese di mira con missili Fattah, Qadir ed Emad e droni kamikaze".

"OLTRE 200 TRA MORTI E FERITI"

Nella dichiarazione, che include anche i dati sul campo relativi alle prime ore degli attacchi, si afferma: "Secondo i rapporti dal campo, nelle prime ore dell'attacco sono stati segnalati oltre 200 tra morti e feriti. I funzionari della sicurezza sionisti hanno aumentato la pressione su giornalisti e testimoni oculari per censurare le distruzioni e le perdite. Gli equilibri della guerra stanno cambiando rapidamente e il controllo della difesa dei territori occupati da parte dell'esercito sionista sta crollando".

LE DICHIARAZIONI CONSECUTIVE DI TRUMP E NETANYAHU

Dopo gli attacchi a Dimona e Arad, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione sul suo account social, ha detto: "Stiamo vivendo una serata molto difficile nella lotta per il nostro futuro. Continueremo ad attaccare i nostri nemici su ogni fronte".

Anche il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in una dichiarazione dopo l'attacco, ha sostenuto che "gli Stati Uniti hanno praticamente cancellato l'Iran dalla mappa", aggiungendo: "Ho raggiunto i miei obiettivi settimane prima del previsto. L'Iran vuole fare un accordo, io non voglio".