L'accordo dell'UE sul prestito all'Ucraina tramite i beni russi è rimandato a dicembre

Al vertice dei leader dell'UE a Bruxelles, è stato deciso di rinviare a dicembre la decisione sulla concessione di un prestito all'Ucraina utilizzando i beni russi.

İHA

I capi di Stato e di governo dei paesi membri dell'UE, al termine di ore di negoziati durante il vertice dei leader a Bruxelles, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in merito al prestito di decine di miliardi di euro che sarà concesso all'Ucraina utilizzando i beni russi congelati. Durante il vertice, il Belgio ha mantenuto una posizione ferma sul piano dell'UE di utilizzare i beni russi congelati per un prestito di 140 miliardi di euro all'Ucraina. Il primo ministro belga Bart De Wever, dopo lunghi e complessi negoziati, ha accettato la formulazione che prevede il rinvio della questione a dicembre.

Nella dichiarazione finale, adottata dopo negoziati prolungati a causa delle richieste del Belgio – che ospita la maggior parte dei beni russi congelati – di condividere il rischio con altri paesi per timore di ritorsioni legali e finanziarie da parte di Mosca, si legge: "Il Consiglio europeo si impegna a soddisfare le urgenti esigenze finanziarie dell'Ucraina per il periodo 2026-2027, in particolare i suoi sforzi militari e di difesa. Pertanto, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare le opzioni di sostegno finanziario il prima possibile, sulla base di una valutazione delle esigenze di finanziamento dell'Ucraina, e chiede alla Commissione e al Consiglio di far avanzare i lavori in merito. Il Consiglio europeo tornerà quindi a occuparsi di questo tema nella sua prossima riunione".

APPELLO PER GAZA

Nella parte della dichiarazione finale relativa al Medio Oriente, è stato espresso apprezzamento per l'accordo raggiunto nella prima fase del piano di pace presentato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e per i risultati del vertice di pace di Sharm el-Sheikh. La dichiarazione ha inoltre invitato tutte le parti a impegnarsi ad attuare pienamente tutte le fasi del piano e ad astenersi da qualsiasi azione che possa compromettere l'accordo.

Nella dichiarazione, il Consiglio europeo ha ribadito il suo impegno per una soluzione a due Stati che preveda la convivenza pacifica di Israele e Palestina all'interno di confini sicuri e riconosciuti. È stato inoltre lanciato un appello affinché gli aiuti umanitari a Gaza vengano consegnati immediatamente, senza interruzioni e su larga scala, e affinché alle agenzie delle Nazioni Unite e alle organizzazioni umanitarie sia consentito di operare in modo indipendente.

Nella dichiarazione, in cui si afferma che l'UE sosterrà la consegna degli aiuti umanitari anche attraverso il corridoio marittimo di Cipro, a integrazione delle rotte terrestri, si legge: "L'UE esprime la propria disponibilità a contribuire alla stabilizzazione, alla gestione di transizione, alla ripresa e alla ricostruzione di Gaza".

APPELLO ALLA DE-ESCALATION IN CISGIORDANIA

Nella dichiarazione finale è stato inoltre rivolto un appello a Israele affinché riduca la tensione in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. Nel testo della dichiarazione si legge: "Si chiede di porre fine alla violenza dei coloni, comprese quelle contro le comunità cristiane, di cessare l'espansione degli insediamenti, illegali secondo il diritto internazionale, e di fermare l'operazione militare di Israele".

Nella dichiarazione è stato inoltre inserito il seguente passaggio: "Il Consiglio europeo invita Israele ad annullare il piano di insediamento E1, che indebolisce ulteriormente la soluzione a due Stati".

PIENA PRONTEZZA DIFENSIVA

Nelle parti della dichiarazione finale relative alla difesa europea, è stato confermato che l'UE mira a raggiungere la piena prontezza difensiva entro il 2030 e che la guerra della Russia in Ucraina costituisce una minaccia esistenziale per la sicurezza europea e globale. La dichiarazione include anche la decisione di dare priorità ai progetti di difesa, come il muro di droni e lo sviluppo delle capacità di difesa aerea. Nel testo della dichiarazione sulla difesa si legge: "Il Consiglio europeo ritiene che, per rispondere alle esigenze più urgenti, gli Stati membri debbano concentrarsi su progetti concreti che sostengano gli sforzi comuni volti a rafforzare in particolare le capacità anti-drone e di difesa aerea".

Nella dichiarazione è stato inoltre osservato che i passi compiuti dall'UE nel campo della sicurezza e della difesa contribuiranno positivamente alla sicurezza globale e transatlantica, aggiungendo: "Ciò è complementare alla NATO, che rimane il fondamento della difesa collettiva per i membri".