L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz al traffico navale! Cosa succederà ora?

L'Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, un punto di importanza strategica, influenzando il trasporto energetico globale. Dopo le tensioni con Israele, si prevede un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio.

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L'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran ha annunciato di aver interrotto il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa decisione giunge in seguito all'attacco con missili balistici contro la città di Tel Aviv, in Israele. In una dichiarazione rilasciata attraverso i canali social ufficiali dell'esercito, è stato precisato che lo stretto rimarrà chiuso fino a nuovo avviso. È stata utilizzata la formula: "Fino a nuovo avviso, non sarà consentito il passaggio di alcuna nave attraverso lo Stretto di Hormuz".

Lo Stretto di Hormuz, un corridoio marittimo stretto che collega il Golfo Persico al Mare Arabico e all'Oceano Indiano, svolge un ruolo critico nel trasporto di petrolio e GNL dal Medio Oriente ai mercati mondiali. In seguito a questi sviluppi, i prezzi del petrolio hanno registrato un aumento del 7%, provocando volatilità sui mercati energetici.

PERCHÉ LO STRETTO DI HORMUZ È IMPORTANTE?

Si stima che circa il 20% del consumo mondiale di petrolio venga trasportato attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo stretto passaggio marittimo è di vitale importanza per l'approvvigionamento energetico globale.

Secondo quanto riportato dalla BBC turca, la maggior parte del greggio trasportato dalla regione viene esportato dai membri dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), ovvero Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iran. Questo petrolio attraversa lo Stretto di Hormuz per raggiungere i mercati globali.

Inoltre, anche la produzione del Qatar, il maggiore esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (GNL), raggiunge i mercati esteri quasi interamente utilizzando questa rotta.

Nella storia, la fragilità di questa regione è stata chiaramente dimostrata durante la guerra Iran-Iraq tra il 1980 e il 1988. Durante il conflitto, entrambi i paesi misero in atto manovre per ostacolare le spedizioni petrolifere dell'altro, un periodo noto come la "Guerra delle petroliere".

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno il compito di proteggere il trasporto marittimo commerciale nella regione attraverso la Quinta Flotta, di stanza in Bahrein.

COSA SUCCEDE SE LO STRETTO DI HORMUZ VIENE CHIUSO?

Un'eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran potrebbe avere profonde ripercussioni sull'offerta energetica globale. Gli esperti affermano che, in uno scenario del genere, circa il 20% del trasporto petrolifero mondiale potrebbe subire interruzioni.

In un'analisi pubblicata da JP Morgan a giugno, si prevede che la chiusura dello stretto al traffico potrebbe far salire i prezzi del petrolio a livelli compresi tra 120 e 130 dollari al barile.

Il Prof. Dr. Aykut Lenger dell'Università Egea, in una dichiarazione, sottolinea che un possibile intervento sullo Stretto di Hormuz sta già influenzando i prezzi:

"Questo pericolo è stato percepito e i mercati finanziari hanno già preso posizione. Possiamo dire che, in caso di chiusura dello stretto, l'offerta di petrolio si ridurrebbe e i prezzi aumenterebbero ulteriormente".

L'Iran, dal canto suo, ha rilasciato una dichiarazione dopo gli attacchi condotti da Israele, annunciando che non vi sono interruzioni nell'approvvigionamento energetico.

In una nota diffusa dal Ministero del Petrolio iraniano, è stato specificato che gli attacchi non hanno danneggiato le raffinerie né gli impianti di stoccaggio del petrolio.