Incontro su Gaza tra il presidente egiziano Sisi e il re di Giordania Abdullah
Il re di Giordania Abdullah II e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi hanno discusso della situazione attuale nella Striscia di Gaza, dove Israele continua i suoi attacchi dal 7 ottobre.
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Il portavoce della presidenza egiziana, Ahmed Fahmy, ha dichiarato in un comunicato che Sisi e il re Abdullah hanno avuto un colloquio telefonico e hanno "discusso degli ultimi sviluppi a Gaza e degli intensi sforzi volti a raggiungere un cessate il fuoco".
Valutando "gli sforzi per fornire aiuti alla luce della situazione umanitaria in costante peggioramento a Gaza", Sisi e il re Abdullah hanno espresso il loro consenso nel "rifiutare l'intensificazione degli attacchi militari a Gaza a causa del loro impatto sulla sicurezza e sulla stabilità nella regione".
Durante il colloquio, è stato sottolineato che i due leader ritengono che "una soluzione giusta e globale sarà raggiunta attraverso la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano con capitale Gerusalemme, entro i confini stabiliti il 4 giugno 1967".
RAGGIUNGERE UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E PROTEGGERE I CIVILI
In una dichiarazione scritta rilasciata dalla Corte Reale di Giordania, è stato affermato che il colloquio tra il re Abdullah e Sisi si è svolto "nel quadro del raggiungimento di un cessate il fuoco immediato a Gaza e della protezione dei civili".
Durante la conversazione, il re Abdullah ha sottolineato che la regione sta affrontando una grave crisi umanitaria a causa della "privazione dei beni alimentari di base" dei palestinesi a Gaza, esprimendo la necessità di "mantenere una stretta cooperazione tra i due Paesi".
Negli attacchi condotti da Israele nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, almeno 29.514 palestinesi sono stati uccisi, tra cui almeno 12.660 bambini e 8.570 donne, mentre 69.616 persone sono rimaste ferite.