Il primo divieto per DeepSeek arriva dall'Europa: citata la sicurezza dei dati
L'Italia ha bloccato l'accesso al servizio di chatbot dell'azienda cinese di intelligenza artificiale DeepSeek. La decisione è stata presa a causa delle preoccupazioni relative alla protezione dei dati degli utenti.
12punto
12punto ESTERI
L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) in Italia ha deciso di sospendere l'accesso al servizio di chatbot dell'azienda cinese DeepSeek. La decisione è stata attuata per proteggere i dati degli utenti italiani.
Nella nota diffusa dal Garante, viene specificato che DeepSeek ha fornito informazioni insufficienti in merito ai propri processi di trattamento dei dati. Questa situazione ha portato all'immediata sospensione delle attività dell'azienda in Italia. È stato inoltre segnalato l'avvio di un'indagine su DeepSeek.
DeepSeek era un'azienda di intelligenza artificiale sostenuta dal fondo High-Flyer Capital Management in Cina. La startup cinese aveva lanciato a gennaio il modello DeepSeek R1, sviluppato a basso costo e utilizzando un numero ridotto di chip.
Questo modello è diventato rapidamente popolare in tutto il mondo, superando ChatGPT, con sede negli Stati Uniti.
COS'È IL CASO DEEPSEEK?
Le soluzioni di intelligenza artificiale a basso costo di DeepSeek hanno alimentato il dibattito sul dominio delle aziende occidentali nel settore. Questo sviluppo ha causato una pressione di vendita sui titoli tecnologici nei mercati globali.
La decisione dell'Italia nei confronti di DeepSeek ha dimostrato che le tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero essere soggette a normative più rigorose in materia di privacy e sicurezza dei dati. Tuttavia, l'Italia non aveva mai adottato una decisione simile nei confronti di altri modelli di intelligenza artificiale in precedenza.
Il Garante aveva già imposto un blocco simile all'accesso all'applicazione ChatGPT di OpenAI nel marzo 2023. Tale blocco era stato revocato nell'aprile 2023, in seguito agli impegni presi da OpenAI per proteggere la privacy degli utenti. Resta da vedere se anche DeepSeek attraverserà un processo simile.